Slovenia. Iscrizioni di residenza. Soddisfazione dei firmatari della petizione

I lavori del Parlamento sloveno

Grande soddisfazione dell’iniziativa civica che ha promosso una petizione e raccolto firme per chiedere la bocciatura dell’emendamento del Partito nazionale e fatto proprio dal Comitato interni, con i voti del Partito democratico, che imponeva ai richiedenti di specificare all’atto dell’iscrizione della residenza al registro generale dell’anagrafe, la nazionalità, la religione e la madrelingua.
“A nome dei firmatari della petizione, esprimiamo la piena soddisfazione per la bocciatura dell’emendamento del Partito Nazionale Sloveno, che prevedeva la ‘schedatura’, seppure facoltativa, dei cittadini in base a nazionalità, lingua e religione in ambito al procedimento amministrativo di registrazione della residenza”, si legge in una nota firmata da Clio Diabaté e Katja Pegan.
“Lo scorso mercoledì 3 marzo, la Camera di Stato ha respinto con una buona maggioranza tale emendamento, scongiurando così l’adozione di norme fondamentalmente contrarie all’assetto costituzionale della Repubblica di Slovenia, al diritto europeo nonché lesive della sfera privata e personale dei cittadini – prosegue il comunicato -. Siamo convinti del fatto che l’azione di raccolta firme che abbiamo promosso abbia contribuito, concretamente, a sensibilizzare alcune forze politiche, che ne hanno compreso il senso e l’importanza, prendendola in seria considerazione quale azione proveniente dalla base, dal corpo sociale dei cittadini, che i politici sono chiamati non solo a rappresentare ma anche e soprattutto ad ascoltare”.
“Un sincero grazie a tutti coloro che in brevissimo tempo hanno accolto il nostro invito alla partecipazione, dando il via ad una bella azione caratterizzata da una libera partecipazione e vero senso civico, che ha avuto, alla luce dei fatti, un esito più che positivo”, conclude la nota.

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