Slovenia. Il «semaforo» per la ripresa delle attività

La sede del Parlamento di Lubiana. Foto Antonio Bronic/HaloPix/PIXSELL

Il governo di Lubiana ha introdotto un nuovo sistema per stabilire le modalità dell’apertura graduale delle attività in relazione all’allentamento delle misure antiepidemiche introdotte cinque settimane fa, le quali peraltro non hanno prodotto ancora i risultati auspicati. Il nuovo strumento stabilisce l’attenuazione delle restrizioni in base alla media dei contagi giornalieri registrati nella settimana precedente e al numero complessivo di casi di coronavirus. Secondo il cosiddetto “semaforo”, il quale suddivide la seconda ondata del virus in “fasi”, si potrà procedere al graduale allentamento delle misure antiCovid una volta raggiunta la “fase rossa”, ovvero non appena la media settimanale di contagi sarà scesa sotto i 1.350 casi giornalieri e il numero di ricoveri ospedalieri sotto i 1.200. Stando alle dichiarazioni su Twitter del premier Janez Janša, soltanto allora si potrà procedere alla riapertura dei musei, delle gallerie, delle biblioteche, dei centri estetici e, in parte, del trasporto pubblico. Diversamente da quanto annunciato da alcuni media, le scuole verranno riaperte in un secondo momento. In questo modo, il governo di Lubiana spera di contenere la diffusione del virus e mettere sotto controllo la situazione epidemiologica.
Dall’altro lato, cresce l’insoddisfazione dell’opposizione, la quale accusa il governo di non aver preso in considerazione, al momento della pianificazione della strategia di contenimento del virus, l’andamento dell’epidemia durante la prima ondata.

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