Referendum Slovenia, bocciata la legge sul suicidio assistito

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Referendum Slovenia, bocciata la legge sul suicidio assistito
Foto: Borut Zivulovic/F.A. Bobo/PIXSELL

Gli elettori sloveni hanno respinto la legge sul suicidio assistito, in un referendum svoltosi oggi, domebica 23 novembre. La consultazione popolare annulla così la normativa adottata dal Parlamento lo scorso luglio.

Secondo i risultati non ufficiali della Commissione elettorale di Stato, con il 99,8% delle schede scrutinate, oltre 368.000 cittadini – pari al 53,4% dei votanti – hanno votato contro la legge. A favore si sono espressi poco più di 321.000 elettori, cioè il 46,6%.

È stato raggiunto anche il quorum richiesto: per abrogare il provvedimento servivano almeno 339.205 voti contrari. L’affluenza si è attestata al 40,91% degli aventi diritto, su un totale di 1,7 milioni di elettori.

La legge è stata respinta nella maggior parte delle circoscrizioni elettorali, con l’unica eccezione del centro di Lubiana, dove ha prevalso il sostegno alla sua introduzione. Si tratta del 34° referendum nella storia della Slovenia indipendente.

Aleš Primc, promotore dell’iniziativa referendaria e leader del Movimento per i bambini, ha definito il risultato “una grande vittoria della compassione e della solidarietà”. Ha ringraziato cittadini, medici, comunità religiose e partiti politici che hanno appoggiato la campagna, dichiarando che “la cultura della vita ha sconfitto la cultura della morte”. Primc ha aggiunto che il messaggio degli elettori è chiaro: lo Stato deve garantire condizioni adeguate affinché malati, persone con disabilità e anziani abbiano accesso alle cure sanitarie e palliative, senza ricorrere alla via del suicidio assistito.

La normativa respinta prevedeva la possibilità di ricorrere al suicidio assistito per pazienti adulti che soddisfacevano rigidi criteri medici. La richiesta sarebbe stata espressa due volte al medico curante e valutata in seguito da un medico indipendente e da uno psichiatra. Il personale sanitario avrebbe mantenuto il diritto all’obiezione di coscienza. Il suicidio assistito non sarebbe stato consentito ai minori né nei casi di sofferenze insopportabili dovute esclusivamente a malattie mentali. L’eutanasia, ossia la morte provocata direttamente da un operatore sanitario, sarebbe rimasta vietata.

Il referendum annulla così la legge approvata lo scorso luglio, nonostante nel referendum consultivo del 2024 il 55% dei votanti si fosse espresso a favore del suicidio assistito.

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