Slovenia. CNI, accordo con il governo

Il deputato della minoranza al Parlamento di Lubiana, Felice Žiža, ha firmato l’intesa con l’Esecutivo. I punti fondamentali dell’intesa sono istruzione, informazione e cultura.

La firma dell’accordo di collaborazione

Il governo sloveno e i due deputati delle minoranze nazionali italiana e ungherese hanno firmato ieri l’accordo di collaborazione per i prossimi anni. Il documento si sviluppa in due parti fondamentali, la prima delle quali comprende una serie di obiettivi concreti a breve termine, da realizzare entro la fine del mandato, mentre la seconda parla in modo più descrittivo dei grandi temi sui quali bisognerà lavorare in futuro. Il deputato della CNI Felice Žiža ha dichiarato che si è iniziato a lavorare all’accordo “a metà marzo, poco dopo la formazione del nuovo governo”. Poi, però, c’è stato un blocco a causa del Covid-19, per cui “si è ripreso a operare con grande intensità alla stesura del documento verso la fine di maggio. Adesso che è stato firmato finalmente siano tutti molto soddisfatti”, ci ha riferito Žiža.
“Visto che rappresentiamo la totalità dei connazionali, dobbiamo lavorare in modo neutrale da un punto di vista politico, senza schierarci”, ha spiegato Žiža, aggiungendo che su questo tema si sono detti perfettamente d’accordo i massimi rappresentanti della CAN, consultati durante un incontro martedì scorso. “L’accordo è stato valutato come ottimo da tutti i presenti, che l’hanno appoggiato all’unanimità. Anch’io personalmente sono molto soddisfatto, perché sono convinto che raggiungeremo degli ottimi risultati”, ha dichiarato Žiža.
I punti fondamentali dell’intesa sono istruzione, informazione e cultura. Si punterà innanzitutto a una politica di rinnovo delle risorse umane, con l’impiego di nuovi dipendenti. “Prima del 2018, in pochi anni, era andato in quiescenza il 17,5 p.c. dei giornalisti di RTV Capodistria, senza che nessuno li avesse sostituiti. La motivazione ufficiale era il risparmio, ma fra i giornalisti della maggioranza era andato in pensione appena il 6,7 p.c. Per questo motivo sin dall’accordo con il governo precedente avevamo impiegato tre nuovi giornalisti e ora che altri tre dovrebbero andare in pensione, ne impiegheremo altrettanti fino alla fine dell’anno, nell’ambito di una politica concreta di rinnovo dei quadri”, ha affermato Žiža. Sono previsti poi due nuovi posti di lavoro per consulenti pedagogiche all’Istituto scolastico per l’educazione e l’istruzione di Capodistria, in quanto grazie a una recente modifica di legge le due consulenti attualmente impiegate non bastano più. La minoranza dovrà avere due persone che si occuperanno esclusivamente dei suoi problemi. Inoltre, sono previsti pure un posto di lavoro per un giornalista per la Voce del popolo, al fine di sviluppare la pagina capodistriana e uno per un collaboratore professionale presso la CAN Costiera.
“Abbiamo inserito nell’intesa tutte le cose che ci interessano, quello che va sviluppato e quello che dobbiamo comunque tutelare. Sono previste pure modifiche a tre leggi: a quella sulla RTV di Slovenia, per garantire ai centri regionali italiano e ungherese i diritti specifici: a quella sulle Università, con l’articolo 72.L che nella nuova formulazione permetterà di svolgere interamente in lingua italiana corsi di studio di Pedagogia, e a quella per l’elezione dei deputati, che, per quanto riguarda le minoranze, introdurrà un maggioritario a turno unico, con un sistema quasi identico a quello vigente ora in Croazia”, ci ha spiegato Felice Žiža. Nessun dubbio, quindi, da parte del parlamentare della CNI, sulla bontà di questo nuovo accordo di collaborazione.
Soddisfatto il premier Janez Janša
Sempre ieri i leader della coalizione di governo hanno sottoscritto anche gli accordi di collaborazione per l’approvazione di leggi e altri documenti nei prossimi due anni con il Partito nazionale sloveno di Zmago Jelinčič e con il gruppo parlamentare delle minoranze. Il premier Janez Janša ha sottolineato che questi accordi sono importanti in quanto contribuiscono alla stabilità “in un periodo in cui tentano di destabilizzarci”. Il primo ministro ha aggiunto che si tratta di una collaborazione che sarà necessaria e benvenuta in un frangente in cui dovrà operare per superare le conseguenze economiche della pandemia.

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