Le vicende che hanno riguardato negli ultimi anni le carte di identità bilingui in Slovenia sono state numerose e piuttosto complesse. Si sono avute modifiche, errori procedurali e dibatti parlamentari susseguitisi anno dopo anno. Sembra però che si sia arrivati finalmente a un lieto fine. È di pochi giorni fa la notizia che il Ministero degli Interni abbia accettato le osservazioni della CAN Costiera e del deputato della minoranza nazionale italiana nella Camera di Stato del Parlamento sloveno, Felice Ziza presentando il nuovo modello di carta d’identità bilingue sloveno-italiana (e inglese), che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2026.
Tre tipi in circolazione
“Dal 1° gennaio 2026 ci saranno in circolazione tre carte d’identità”, ha introdotto Ziza. Innanzitutto sarà valida la carta d’identità “vecchia”, cioè quella basata sul modello precedente alle modifiche del 2022, rilasciata nei territori bilingui, sulla quale sono presenti i dati personali in dicitura bilingue, sloveno-italiano. Il secondo modello, attualmente attivo, presenta una dicitura trilingue, nel formato sloveno-inglese-italiano. Invece il terzo modello sarà, dal 2026 in poi, quello appena presentato dal Ministero degli Interni con una dicitura sloveno-italiano-inglese e con tutti i caratteri di dimensioni uguali.
Ziza ha spiegato le ragioni di queste frequenti e potenzialmente costose modifiche: “Il regolamento sulle carte d’identità è stato cambiato nell’aprile del 2022 senza che la CAN Costiera ne venisse informata. Tutto è iniziato con la prima riforma, cioè l’introduzione delle carte d’identità digitali”, ha proseguito il deputato. Per conformarsi ai regolamenti dell’Unione europea le carte d’identità hanno introdotto la dicitura in lingua inglese e, a questo punto, l’inglese è stato collocato al secondo posto, subito dopo lo sloveno. La dicitura in italiano è stata relegata al terzo posto. I nuovi modelli sono stati inoltre oggetto di critiche per una scelta grafica ritenuta penalizzante nei confronti della lingua italiana. In esse, infatti, i caratteri usati per l’intestazione in italiano risultano significativamente più piccoli rispetto a quelli in sloveno, e l’italiano è posizionato dopo l’inglese. In aree dove anche l’italiano e l’ungherese sono lingue ufficiali, questa impostazione grafica è apparsa come una riduzione della visibilità e dell’importanza delle lingue delle comunità locali.
Il punto chiave di questo esito è che “non siamo stati consultati”, ha detto Ziza e, di conseguenza si è fatto appello alla Corte costituzionale slovena. “Quando nell’aprile del 2022 il Ministero degli Interni ha cambiato il regolamento, non lo ha inviato, per riceverne un parere, né alla CAN Costiera né, del resto, alla CAN ungherese”.
Secondo Ziza, la prima carta d’identità non era troppo problematica, “casomai c’era un po’ di differenza nella grandezza delle lettere”. Durante il 2022 la CAN e Ziza sono venuti a sapere che il procedimento di modifica non è stato fatto nello spirito della Costituzione e della Legge vigente e hanno protestato presso il Dicastero degli Interni. “Il Ministero degli Interni, dopo parecchie riunioni, ha spiegato che un nuovo cambio della carta d’identità, per renderla in sintonia con le disposizioni di legge e della Costituzione, sostituendo inoltre quelle già emanate, comporterebbe una grande spesa”, legata alle modalità dei contratti con il committente che si occupa della produzione fisica delle tessere. In parole semplici, il messaggio era: “non si può fare perché non abbiamo i soldi”. Malgrado questa risposta, nel 2024 Ziza e Scheriani concordano di andare avanti e fare appello alla Corte costituzionale.
“A marzo (2025), tra l’altro, si è avuta in procedura parlamentare la Legge sulle carte d’identità”. Nonostante il tema di quell’occasione fosse di carattere tecnico, legato alla leggera modifica delle competenze tecniche biometriche della carta d’identità sulla base dei regolamenti europei, è stata una buona occasione, ha spiegato il deputato, per insistere “che la legge venga chiarita e messa a punto in modo che diventi inequivocabile l’articolo di legge sulle carte di identità secondo cui la nostra lingua deve venire assolutamente al secondo posto”. La posizione del Ministero degli interni è stata di mantenere la Legge generica così com’è ma di fare in modo che le carte d’identità ritornino ad essere bilingui secondo un modello rispettoso degli articoli della Costituzione. “E in effetti, il ministro degli interni Boštjan Poklukar è venuto, assieme alla segretaria di Stato Tina Heterle e ci hanno portato la bella notizia, con già pronti i prototipi delle nuove carte d’identità, perfettamente bilingui”.
Il presidente della CAN Costiera, Alberto Scheriani, parlando ai microfoni di Radio Capodistria, ha accolto in modo positivo la notizia: “È una bellissima notizia, quella che abbiamo ricevuto anche in CAN Costiera alcuni giorni fa: ci è infatti giunta una bozza del nuovo regolamento sulle carte d’identità, nella quale il Ministero degli Interni ha accolto le nostre osservazioni. In particolare, è stato riconosciuto che, nei nostri territori, la lingua italiana deve comparire subito dopo lo sloveno. Secondo noi, si tratta di un fatto molto positivo: significa che i numerosi colloqui avuti con il Ministero degli Interni – grazie all’impegno del deputato Felice Ziza e della stessa CAN Costiera, anche attraverso le lettere inviate – stanno finalmente portando a risultati concreti. Speriamo ora che tutte queste novità vengano adottate ufficialmente anche dal governo.”
Problema risolto? Quasi
Le carte di identità “incostituzionali” restano comunque valide fino a scadenza normale. Se uno vuole sostituire la sua versione 2022 con il nuovo modello, dovrà pagare come se si trattasse di una sostituzione comune. La CAN Costiera continuerà invece a insistere sulla necessità di rimuovere la versione “sbagliata” immediatamente e non, come previsto, in tempi graduali. In tal caso le nuove carte d’identità verrebbero assegnate gratis e quelle post-2022 eliminate completamente dalla circolazione.
Ziza ha sottolineato che agli inizi di quest’anno è stata sporta denuncia alla Corte costituzionale. Quindi, “noi siamo ancora in attesa che loro decidano”. Se la Corte costituzionale deciderà a favore della CAN Costiera, ha puntualizzato, ci sarà un procedimento di sostituzione immediata delle vecchie tessere e, di conseguenza, non ci saranno spese aggiuntive per i privati. “Aspettiamo di vedere cosa dice la Corte costituzionale”, ha concluso il deputato.
Per quanto riguarda la Legge sulle carte d’identità, essa è conforme alla Legge costituzionale e non ci sono pressioni perché essa venga modificata. “Il problema non è la legge, ma il regolamento fatto sulla base della legge: la posizione, il testo, le foto”. I passaporti, per esempio, “erano a posto”, nonostante ci fosse un rapporto simile fra legge e regolamento. “Il regolamento va modificato”, è stato categorico Ziza, aggiungendo che il Ministero degli Interni ha proposto alla CAN Costiera la modifica del regolamento sui documenti personali, volta a renderlo più preciso.
Sempre su questo punto, Scheriani ha ribadito, come riporta Radio Capodistria, l’intento di venire a capo della questione. “Abbiamo già presentato un esposto alla Corte costituzionale, ma al momento non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta. Continueremo comunque su questa strada, anche perché riteniamo importante che chi attualmente possiede una carta d’identità non conforme alla normativa vigente nel nostro territorio possa, a partire dal 1° gennaio 2026 – quando dovrebbero entrare in vigore le nuove carte – richiederne la sostituzione. Riteniamo inoltre che le spese per l’eventuale rilascio della nuova carta d’identità debbano essere a carico dello Stato, poiché non è responsabilità del cittadino se il documento emesso non rispetta le normative vigenti. Infine, è possibile che anche alcuni nostri connazionali decidano di presentare un ricorso al Tribunale Amministrativo, per far piena luce su questa vicenda.”
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