Slovenia. Attuare i diritti della CNI

Il deputato Felice Žiža e il presidente della CAN costiera Alberto Scheriani dal premier Marjan Šarec

Felice Žiža

Il deputato della CNI alla Camera di Stato, Felice Žiža, e il presidente della CAN costiera Alberto Scheriani, sono stati ricevuti a Lubiana dal premier Marjan Šarec. Al colloquio hanno presenziato anche il segretario generale del governo Stojan Tramte e il direttore dell’Ufficio per le nazionalità Stane Baluh. Sono stati gli esponenti della minoranza a chiedere che si arrivasse alla riunione per fare il punto al massimo livello sulle questioni più pressanti che assillano l’etnia, con l’occhio rivolto alle previsioni di Bilancio per il periodo 2020-2021. Al premier sono stati presentati per sommi capi i diversi documenti con i progetti illustrati ai dicasteri dell’Istruzione, della Cultura, della Pubblica amministrazione, dell’Economia e Sviluppo tecnologico, ovvero discussi con il titolare del Ministero della Coesione e dei progetti europei. In particolare sono stati esposti al capo dell’Esecutivo quattro punti che potrebbero essere intesi – come ha lasciato intendere nella dichiarazione il deputato Felice Žiža rilasciata al nostro quotidiano – come quattro sfide, da risolvere in tempi stretti, nell’arco di poche settimane, trattandosi di problemi che attengono alla tutela della CNI regolamentata dalle leggi.
Educatori e insegnanti
Il primo punto riguarda l’attuazione della nuova normativa sull’educazione e l’istruzione nelle lingue minoritarie, nella fattispecie l’assicurazione delle condizioni necessarie per lo svolgimento dei corsi di laurea per educatori e per insegnanti di classe alla Facoltà per l’educazione dell’Università del Litorale.
Gli esponenti della CNI si sono richiamati in particolare all’art 23 in base al quale spetta al governo di Lubiana l’onere di garantire il rispetto delle condizioni indispensabili al funzionamento dei corsi, tra cui il finanziamento. Gli incontri avuti finora con il ministro dell’Istruzione e il rettore non hanno sortito gli effetti sperati, per cui non è rimasto che richiamarsi al premier, il quale ha promesso a Felice Žiža e Alberto Scheriani il suo interessamento. Già nelle prossime settimane Šarec dovrebbe pertanto incontrare le autorità preposte a sciogliere il nodo.

Alberto Schierani

RTV Capodistria
Un altro punto che sta a cuore alla CNI è quello relativo all’ormai annoso problema della carenza di personale giornalistico e tecnico nei programmi italiani di RTV Capodistria. In questo caso sono in ballo i diritti acquisiti sanciti da fior di documenti e normative, che vanno rispettati. Sebbene la RTV di Slovenia non sia finanziata direttamente dal Bilancio, si tratta comunque di un ente che ha – come rilevato dagli esponenti dell’etnia – degli obblighi precisi nei confronti della CNI.
Non per niente nell’ambito dell’accordo di collaborazione stipulato con il governo dal deputato Felice Žiža all’inizio della legislatura uno dei punti salienti è riferito alle garanzie per l’organico delle emittenti capodistriane. In altri termini servono nuove assunzioni per riempire i posti lasciati vacanti dai giornalisti e dai tecnici che vanno in pensione. Il premier Marjan Šarec si è detto concorde sulla necessità di rispettare l’accordo e si è riservato di discutere dell’argomento con il direttore generale della RTV di Slovenia Igor Kadunc. Resta da vedere quali saranno gli oneri a carico dell’ente radiotelevisivo pubblico e quali quelli dell’Esecutivo per il tramite dell’Ufficio per le nazionalità.
Agenzia AIA
Gli esponenti della CNI hanno discusso con il premier anche dei problemi dell’Agenzia informativa Adriatica AIA, i cui dipendenti dal 2005 non hanno avuto alcun aumenti salariale e nemmeno hanno ottenuto l’aggiunta per il bilinguismo. la promessa è che si porrà rimedio alla situazione con un finanziamento in due tranche, nel 2020 e nel 2021. In seguito si tornerà a parlare anche di un potenziamento dell’AIA, che dovrebbe poter disporre di un altro giornalista e di una pagina aggiuntiva dedicata alle notizie in primo luogo sulla politica e la cultura in Slovenia. L’investimento, che garantirebbe una migliore e più esaustiva informazione della minoranza sulle vicende slovene nel loro complesso, non appare di sicuro troppo oneroso, per cui si confida che possa andare in porto a tempo debito.
Base economica
Il quarto punto dei colloqui ha riguardato il rifinanziamento per il 2021 dl capitolo attinente all’implementazione della base economica delle minoranze italiana e ungherese, con ricadute positive ovviamente per tutto il territorio d’insediamento. Pure in questo caso dovrebbe esserci la necessaria sensibilità da parte delle autorità.
Infine Marjan Šarec è stato invitato a fare visita alla CNI, a conoscere di persona la realtà minoritaria sul territorio e le sue istituzioni. Il premier, come ci ha dichiarato Felice Žiža, ha accolto ben volentieri l’invito.

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