Slovenia. Ancora un contagio a Capodistria

Nelle ultime 24 ore in Slovenia sono stati effettuati 902 tamponi per la diagnosi del coronavirus, che hanno confermato due nuovi contagi nelle aree di Lubiana e Capodistria. In totale, nel Paese sono 34 le persone con un’infezione attiva. Il maggior numero (10) si trova attualmente a Jesenice, seguita dal comune di Lubiana con otto casi. Tre sono stati registrati nella zona di Nova Gorica, mentre  altrettanti sono cittadini stranieri. Due infezioni attive si registrano a Capodistria, Krško e Sesana, una a Kranj, Pirano, Postumia e Maribor.
Otto sono i pazienti ricoverati, di cui uno nell’unità di terapia intensiva. Nel mese di giugno, il Covid-19 è stato riscontrato in 40 persone. Dall’inizio dell’epidemia da coronavirus in sono stati effettuati 90.103 tamponi, che hanno dato 1.513 casi di positività di cui 675 maschi e 838 donne.
Intanto la Slovenia ha messo nuovamente Bosnia ed Erzegovina, Serbia e Kosovo sulla “blacklist” dei Paesi a rischio di contagio da Covid-19. Ciò significa che chi volesse entrare in Slovenia proveniente da questi Paesi dovrà presentare un certificato sul tampone fatto non più di tre giorni prima dell’arrivo e poi, comunque, sottostare a 14 giorni di quarantena. Il provvedimento vale per tutti i cittadini dei tre Paesi suddetti, anche se in Slovenia hanno parenti o sono proprietari di immobili. La regola vale anche per cittadini di altri Paesi che nei giorni scorsi hanno soggiornato in Bosnia ed Erzegovina, Serbia o Kosovo. Sottacere alle autorità preposte di esser stati in questi tre Paesi è passibile di sanzioni. In quanto a eccezioni: possono entrare in Slovenia gli autotrasportatori in transito che devono però lasciare il Paese nell’arco di 12 ore, chi deve partecipare a un funerale che deve, comunque, esibire un attestato di negatività al Covid-19 e lasciare il Paese in giornata, e infine i cosiddetti migranti giornalieri. Idem per i migranti settimanali, ma con l’obbligo del tampone.

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