Slovenia: altri 1633 casi. Verso il lockdown nazionale

Un paziente sottoposto a tampone. Foto Marko Lukunic/PIXSELL

Non tende a migliorare la situazione epidemiologica in Slovenia, anzi, peggora di giorno in giorno: oggi dopo 6.215 test effettuati nelle ultime 24 ore sono stati riscontrati 1.663 casi di persone positive, vale a dire il 26,76% dei testati. Hanno perso la battaglia col virus 5 persone e ora il totale dei decessi ammonta a 207 morti.
Il primo ministro Janez Janša ha scritto su Twitter che i numeri “saranno inevitabilmente alti ancora per qualche tempo, ma possiamo superare il coronavirus”. Ha inoltre ringraziato tutti coloro che hanno adottato l’igiene, che si preoccupano della propria e della salute degli altri e che rispettano tutte le altre misure restrittive adottate dal governo per arginare la diffusione del virus”. Dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, in Slovenia sono stati confermati 17.646 casi di contagio, mentre l’incidenza cumulativa di infezioni su 100mila abitanti è salita a 484 negli ultimi 14 giorni. Negli istituti ospedalieri causa Covid-19 sono degenti 357 persone, delle quali 62 si trovano ricoverati nelle unità di terapia intensiva. Addirittura 41 pazienti respirano grazie all’aiuto di un ventilatore. Il paziente più anziano in trattamento in un’unità di terapia intensiva ha 85 anni, mentre all’opposto il più giovane ne ha 42. Ieri sono state dimessi 32 pazienti. Il sisterma sanitario sloveno conta 7.000 posti letto, un decimo dei quali è riservato ai pazienti con Covid.

Dopo i dati di ieri e oggi, a detta del ministro della Salute, Tomaž Gantar, fermare la vita pubblica nel Paese, alias lockdown, “è una possibilità reale”. “L’epidemia non è sotto controllo. Conosceremo gli effetti delle nuove misure restrittive adottate dal governo solo tra 10-14 giorni”. ha aggiunto Gantar. Questo rende più difficoltoso se non impossibile il tracciamento dei contatti delle persone infette da parte degli epidemiologi e per questo motivo non vengono più rilevati. “Per fermare il coronavirus dovremmo comportarci come se fossimo tutti contagiati”, ha aggiunto il ministro. L’unica arma efficace per rallentare la diffusione del coronavirus è il “mantenimento della distanza fisica, oltre all’uso della mascherina e al lavaggio delle mani”. Gantar si è detto “favorevole a un nuovo lockdown”, precisando che si tratta di un parere personale, ma vista l’alta percentuale di contagi anche gli esperti medici sono propensi ad una nuova chiusura totale.

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