Sloveni. Elezioni deputati minoritari: ok del Comitato parlamentare interni

Felice Žiža, deputato italiano al Parlamento di Lubiana

Le nuove norme per l’elezione dei deputati delle comunità nazionali al parlamento sloveno hanno superato il penultimo gradino dell’iter legislativo. Il Comitato parlamentare interni ha dato luce verde alla riforma con 17 voti favorevoli, 4 in più di quelli richiesti dalla procedura. Come illustrato dal primo firmatario della legge, Il deputato italiano Felice Žiža, si desidera introdurre il sistema maggioritario a turno unico, in luogo dell’attuale sistema Borda, in vigore da quasi 30 anni è ritenuto unanimemente troppo complesso sia per gli elettori sia per le commissioni scrutinatrici. Richiede, infatti, la stesura di una graduatoria tra i candidati in lizza, in base alla quale viene loro assegnato un punteggio che decreta il vincitore. La proposta comprende anche l’aumento delle firme di sostegno che il candidato deve garantirsi per partecipare alle elezioni, ossia l’1,5% degli aventi diritto al voto alle precedenti elezioni. Per i connazionali Si tratterà di arrivare a 45 firme contro le 30 richieste finora. Gli unici due voti contrari al Comitato interni sono stati espressi dagli esponenti del partito Levica. Il capodistriano Matej T. Vatovec ha riferito di aver avuto colloqui con alcuni connazionali e di aver rilevato in loro la volontà di far introdurre il maggioritario si, ma a doppio turno. Il sistema a suo avviso sarebbe più democratico e garantirebbe l’elezione dopo il ballottaggio, con una maggioranza inequivocabile. Di posizione diametralmente opposta, invece, due partiti della maggioranza parlamentare. Per Nuova Slovenia, Andrej Černigoj ha fatto presente che le soluzioni proposte risultano adeguate e sono un passo avanti rispetto all’attuale sistema Borda. Ha testimoniato l’intenzione del suo schieramento di rispettare la volontà espressa dalle istituzioni delle due Comunità nazionali. Ancora più deciso Il deputato isolano Gregor Perič del Partito del Centro Moderato- SMC. Ha garantito che non intendono contestare le proposte della Comunità nazionale italiana in Slovenia, espresse tramite le sue istituzioni riconosciute dalla Costituzione, che garantisce loro tra l’altro il diritto ad autoregolamentarsi. Le modifiche del sistema elettorale per i seggi specifici sono state salutate al termine dal presidente del Comitato interni, Branko Grims, del Partito democratico, considerato un esperto della materia per le riforme che ha proposto nel corso della sua lunga carriera parlamentare. Il testo di legge passerà la settimana prossima al vaglio della Camera di stato in seduta plenaria e per essere approvato avrà bisogno della maggioranza qualificata ossia almeno 60 voti.

Facebook Commenti