Sisma Petrinja. Aiuti umanitari in arrivo non stop dall’Italia

Una casa distrutta dal sisma è stata messa in vendita a Petrinja

Tonnellate di aiuti umanitari inviati dall’Italia sono arrivati in questi giorni a Petrinja e Glina. Tra gli organizzatori dell’iniziativa di solidarietà rivolta alle popolazioni terremotate della Banovina figura pure la dottoressa Nela Sršen, console onorario della Repubblica di Croazia a Padova. Dallo Stivale sono giunte tonnellate d’indumenti, cibi in scatola, materassi, mascherine mediche e pure quattro roulotte.
Una parte degli aiuti raccolti dalla Onlus Volontariato Energia & Sorrisi sarà destinata ai campi per l’accoglienza dei migranti in Bosnia ed Erzegovina.

Posticipata la raccolta delle notifiche

La Task force della Protezione civile per l’eliminazione delle conseguenze del terremoto ha reso noto di aver posticipato l’inizio della raccolta delle notifiche per l’ottenimento delle sovvenzioni destinate alla bonifica degli immobili danneggiati dal sisma. La procedura sarebbe dovuta iniziare ieri, ma è stata rimandata alla prossima settimana.

Semplificazione delle procedure

“La decisione è stata presa nell’intento di semplificare al massimo le procedure, ossia ridurre al minimo il numero dei documenti necessari”, ha dichiarato ieri il portavoce della Task force, Mladen Pavić. L’addetto stampa ha annunciato che il Ministero dell’Economia aprirà un ufficio dedicato dove i richiedenti potranno sia presentare la documentazione (che potrà essere spedita pure per posta elettronica) che ottenere delucidazioni.

Ispezionati finora 25.154 edifici

Inoltre, alcuni team mobili saranno inviati nelle zone terremotate per fornire aiuto alle persone in difficoltà con la compilazione delle richieste d’aiuto o altre questioni amministrative. Nella sola Regione di Sisak e della Moslavina, in base ai dati della piattaforma ArcGIS, fino a ieri i periti hanno ispezionato 25.154 dei 35.187 edifici per i quali è stata richiesta un’expertise.

Scorie nucleari. Nessun danno

Intanto appare certo che il terremoto non ha causato danni all’ex caserma Čerkezovac, zona d’interesse particolare per la gestione delle scorie nucleari. Il Fondo per il finanziamento dello smaltimento delle scorie radioattive della centrale nucleare di Krško si è interessato all’argomento andando ad analizzare la tenuta degli edifici, con l’esito degli esami che è stato definitivo: nulla è stato danneggiato.
Secondo gli esperti i danni non ci sono stati prevalentemente per una minor accelerazione del terreno. In base ai dati ufficiali, infatti, durante il terremoto del 29 dicembre scorso a Zagabria il terreno si è mosso con un’accelerazione media di 2,43 metri al secondo quadrato, mentre a Čerkezovac l’accelerazione media del suolo è stata di 0,49 metri al secondo quadrato.
La decisione presa nel 2018 dal Programma nazionale di smaltimento delle scorie radioattive sembra dunque essere stata giusta, in quanto l’intera zona sembra essere più protetta dalla violenza delle scosse della terra. Oltre a questo i nuovi edifici che verranno costruiti saranno fatti in base ai massimi standard europei, quindi la sicurezza verrà garantita.

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