L’ondata di caldo ha fatto precipitare il livello dei principali fiumi a valori che, secondo gli esperti, non si registravano da circa due secoli. Nonostante il quadro preoccupante, il governo rassicura: al momento non sono previsti problemi né per l’approvvigionamento idrico né per la fornitura di energia elettrica.
Il fiume Drava ospita tre centrali idroelettriche e, considerando che l’energia idroelettrica rappresenta oltre un terzo della produzione nazionale croata, la diminuzione della portata dei fiumi rischia di incidere sulla capacità produttiva.
A preoccupare è anche la situazione del fiume Sava, le cui acque sempre più calde potrebbero limitare il funzionamento della centrale nucleare di Krško, in Slovenia, dalla quale la Croazia riceve circa il 15% del proprio fabbisogno elettrico.
Secondo il presidente del consiglio di amministrazione della centrale, Gorazd Pfeiffer, la temperatura della Sava è aumentata sensibilmente e, se la tendenza dovesse proseguire, potrebbe rendersi necessario ridurre parzialmente la potenza dell’impianto per rispettare i limiti ambientali sul riscaldamento del fiume. Al momento, tuttavia, la centrale continua a operare regolarmente.
Plenković: «Nessun rischio per la fornitura»
Il primo ministro Andrej Plenković ha assicurato che la sicurezza energetica del Paese non è in discussione.
«Non c’è alcun dubbio che la Croazia avrà energia elettrica a sufficienza», ha dichiarato il premier, spiegando di essere in costante contatto con il ministro dell’Economia Ante Šušnjar, che segue l’evolversi della situazione insieme alle autorità slovene e ai vertici della compagnia elettrica nazionale HEP.
Plenković ha ribadito che, almeno allo stato attuale, la situazione della centrale di Krško resta stabile e sotto controllo.
Turismo in crescita nonostante il caldo
Nel corso della giornata il premier ha anche commentato l’andamento della stagione turistica, definendola migliore rispetto a quella dello scorso anno. I dati relativi ai primi sette mesi del 2026, ha spiegato, mostrano una crescita sia della fiscalizzazione sia del volume d’affari.
Secondo Plenković, la Croazia sta mantenendo la propria competitività come destinazione turistica, nonostante le condizioni climatiche eccezionali che stanno interessando gran parte dell’Europa.
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