ZAGABRIA
L’introduzione dell’euro digitale, che potrebbe diventare realtà non prima del 2028, non segnerà la fine del contante. Anzi, il Parlamento europeo garantirà ulteriormente, con una specifica normativa, lo status e la sicurezza d’uso delle banconote e delle monete. Lo ha ribadito la Banca nazionale croata (HNB).
Negli ultimi anni, la pandemia e l’aumento delle transazioni digitali hanno ridotto la quota di operazioni in contanti, alimentando il timore di una loro progressiva scomparsa. Ma la domanda di banconote e monete rimane forte in tutte le fasce d’età, come confermano anche i risultati dell’indagine 2024 sulle abitudini di pagamento nell’Eurozona: i cittadini europei vogliono che il contante resti disponibile.
Per questo, spiegano dall’HNB, la Banca centrale europea (BCE) e la Commissione europea lavorano a strategie volte a tutelare il denaro fisico, garantendone l’accessibilità anche in futuro. Nel giugno 2023 Bruxelles ha presentato il “Pacchetto sulla moneta unica”, che contiene due proposte legislative chiave: una per proteggere lo status delle banconote e delle monete come mezzo di pagamento legale e un’altra per disciplinare l’introduzione dell’euro digitale.
Strumenti complementari
Il progetto prevede che euro digitale e denaro fisico non si escludano a vicenda, ma si affianchino ampliando le opzioni di pagamento. La normativa imporrà inoltre che commercianti e fornitori di servizi continuino ad accettare i contanti, salvo casi eccezionali di accordi preventivi su altre forme di pagamento. Gli Stati membri dovranno garantire un’adeguata rete di accesso – dagli sportelli automatici alle filiali bancarie – affinché le banconote restino facilmente reperibili per cittadini e imprese.
“La finalità – osserva l’HNB – è conservare il contante come mezzo di pagamento inclusivo, sicuro e affidabile, destinato a convivere con le forme digitali”. Parallelamente, la BCE ha lanciato un concorso per la progettazione di una nuova serie di banconote, più moderne e sicure, a testimonianza della volontà di rafforzarne il ruolo.
In caso di crisi
Secondo la Banca nazionale croata, il contante ha un valore insostituibile non solo per l’inclusione finanziaria, ma anche per la resilienza dei sistemi economici: durante crisi, blackout o attacchi informatici, rimane l’unico mezzo di pagamento sempre disponibile, come dimostrato da varie emergenze naturali che hanno colpito l’Eurozona lo scorso anno.
Il digital euro, spiegano dall’HNB, sarà moneta elettronica emessa dall’Eurosistema (BCE e banche centrali nazionali) e utilizzabile per pagamenti quotidiani tramite carte, app o altri strumenti tecnologici. Non avrà natura di deposito bancario e non produrrà interessi: infondate, dunque, le voci su possibili “tassi negativi” o restrizioni sugli investimenti.
Pagamenti istantanei
La valuta digitale consentirà pagamenti istantanei tra cittadini, nei negozi fisici e online, indipendentemente dal Paese dell’Eurozona o dal fornitore di servizi di pagamento. Sarà possibile ricaricare il portafoglio digitale collegandolo a un conto bancario o versando direttamente contanti. Inoltre, potrà funzionare anche offline, diventando così uno strumento utile in caso di emergenza o interruzione delle connessioni.
Uno degli aspetti centrali sarà la tutela della privacy: né la BCE né le banche centrali avranno accesso ai dati personali degli utenti.
Le prossime tappe
Il progetto è attualmente nella fase preparatoria, che prevede lo sviluppo dell’infrastruttura tecnica, del quadro normativo e l’analisi delle preferenze degli utenti. Entro la fine del 2025 la BCE deciderà se passare alla fase successiva, ma la vera introduzione dipenderà dall’esito del processo legislativo europeo.
“L’Eurosistema – conclude l’HNB – è impegnato a garantire che il contante resti un mezzo di pagamento ampiamente disponibile e accettato, accanto al futuro euro digitale”.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.











































