Sì alla pensione sociale di 800 kune agli over 65

Al Sabor tutti d’accordo sul sussidio. L’opposizione però considera la legge alla stregua di una mossa dell’HDZ in funzione elettorale

L’Emiciclo del Parlamento croato. Foto Boris Scitar/Vecernji list/PIXSELL

Tutti d’accordo al Sabor sull’introduzione del sussidio sociale di 800 kune mensili per le persone anziane senza mezzi di sussistenza. L’opposizione però ha avuto da ridire sulla tempistica del provvedimento, che giunge praticamente alla vigilia delle elezioni politiche, mentre l’HDZ ha respinto con sdegno ogni dietrologia, affermando che il governo si prende cura sistematicamente della terza età.
Il sussidio o pensione sociale che dir si voglia dovrebbe andare a circa 20mila cittadini con oltre 65 anni di età, che durante il loro percorso lavorativo non sono riuscite a mettere insieme i quindici anni di anzianità necessari per avere diritto alla quiescenza minima. Inoltre i fruitori del sussidio dovranno essere residenti ininterrottamente da almeno 20 anni sul territorio della Croazia, oppure essere parte di un nucleo familiare le cui entrate pro capite sono inferiori alle 800 kune mensili. “Il sussidio sociale è un assegno finalizzato a migliorare la qualità della vita delle persone della terza età, pensato per permettere loro di soddisfare le necessità vitali, in armonia a quelle che sono le disponibilità dello Stato”, ha sottolineato il ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, Josip Aladrović. Secondo il ministro lo Stato dovrà stanziare a tale fine nel 2021 circa 132 milioni di kune per 19,700 fruitori e l’anno dopo 181 milioni per 21.500 fruitori. Le donne nelle aree rurali sono uno dei gruppi sociali a cui è indirizzata particolarmente la normativa, ha rilevato Josip Aladrović, aggiungendo che è stata chiesta la procedura d’urgenza per fare sì che la Legge possa entrare in vigore quanto prima ed essere applicata a partire dal primo gennaio 2021.
L’opposizione, come evidenziato, non si è opposta alla proposta di legge, ma non ha potuto fare a meno di punzecchiare la maggioranza di centrodestra sostenendo che la “tempistica è indicativa”, in quanto il varo della manovra avviene a poche settimane dalle elezioni. In altre parole, secondo il centrosinistra, di fatto, saremmo in presenza di una sorta di compravendita dei voti. “Nonnina, vai a votare, che l’HDZ ti darà 800 kune. Questo è il succo della normativa”, ha sostenuto Goran Beus Richembergh del GLAS durante il dibattito. Sulla stessa lunghezza d’onda il socialdemocratico Gordan Maras, secondo il quale la Legge poteva essere varata già tre anni fa quando l’economia era in crescita. Il fatto che arrivi proprio ora, quando il PIL è in calo, significa – ha affermato Maras – che è in funzione della campagna elettorale.
Silvano Hrelja, leader del Partito dei pensionati, si è chiesto se l’importo di 800 kune sia realmente tale da permettere una vita dignitosa alle persone anziane, visto che è tre volte inferiore alla soglia di povertà. Gli ha risposto il ministro affermando che questo importo è in linea con quello che lo Stato può dare attualmente, ma lancia comunque un segnale importante sulla volontà di non marginalizzare la terza età.

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