Settimana corta: lavorare meno per lavorare tutti

Iniziano le trattative fra il governo e le parti sociali per cercare di salvare quanti più posti di lavoro nel periodo caratterizzato dall’emergenza sanitaria

I ministri Josip Aladrović, Zdravko Marić e Gari Cappelli durante una riunione di governo

È stato indetto per oggi, martedì 2 giugno, l’incontro tra Ministero del Lavoro e del Sistema pensionistico, Sindacati e datori di lavoro incentrato sulla settimana lavorativa più corta, ossia sul programma SURE dell’Unione europea a supporto delle regioni più colpite dall’emergenza Covid-19 con il quale si punta a salvare milioni di posti di lavoro. Lavorare meno in tempo di emergenza sanitaria per lavorare tutti, è in pratica la linea d’azione strategica che si vuole perseguire in questo momento.
“Se non ci sono ordinativi e le aziende non hanno lavoro per colpa di uno shock temporaneo come il coronavirus, possono perlomeno evitare di licenziare i dipendenti. In questo modo si riducono gli effetti della crisi sulle tasche dei lavoratori, che potranno continuare a pagare gli affitti e ad acquistare ciò di cui hanno bisogno”, aveva detto Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea nel presentare il programma SURE rivolto a tutti gli Stati membri e che vedrà la mobilitazione di 100 miliardi di euro grazie alle garanzie degli Stati per 25 miliardi.
La settimana con 4 giorni lavorativi anziché 5 sarà al centro di trattative che andranno avanti per tutto il mese di giugno. “Qualora il datore di lavoro avesse bisogno di far lavorare i suoi dipendenti soltanto 4 giorni alla settimana (al posto di 5), lo Stato cofinanzierebbe una giornata lavorativa, mentre al datore di lavoro spetterebbe il compito di finanziare gli stipendi per 4 giorni lavorativi”, ha spiegato il ministro del Lavoro e del Sistema pensionistico Josip Aladrović, facendo notare come questa misura fosse stata già adottata in precedenti periodi di crisi dando buoni risultati. “In questo modo potremo salvaguardare i posti di lavoro e le imprese”, ha aggiunto il ministro, facendo sapere altresì come negli ultimi 15 giorni in Croazia sia stato registrato un calo della disoccupazione, mentre nel contempo si sia avuto un aumento dell’occupazione. Lo scorso mese di maggio, infatti, ci sono stati 11.800 occupati in più. “È molto importante per l’economia croata che l’occupazione cresca e la disoccupazione diminuisca”, ha affermato Aladrović.

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