Servizio militare, Zagabria accelera: più reclute e meno obiettori

Tra i 900 coscritti anche 54 donne. Il governo soddisfatto: solo il 3% chiede l’esenzione dal servizio

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Servizio militare, Zagabria accelera: più reclute e meno obiettori
Foto: Ivica Galovic/PIXSELL

Il secondo contingente di giovani chiamati al programma di addestramento militare di base partirà il 18 maggio e coinvolgerà 900 reclute, tra cui 54 donne. Lo ha annunciato oggi, venerdì 8 maggio, a Đakovo il ministro della Difesa Ivan Anušić, tracciando un bilancio positivo della prima esperienza di formazione obbligatoria e sottolineando il crescente interesse dei giovani verso le Forze armate.

Secondo il ministro, il primo ciclo di addestramento si è concluso con risultati “eccellenti”. Dei circa 800 partecipanti iniziali, ben 260 avrebbero espresso il desiderio di proseguire la carriera nell’esercito professionale. Un dato che il governo considera strategico per rafforzare sia le forze operative sia la riserva militare del Paese.

Pochi obiettori di coscienza

Particolarmente significativo, nelle parole di Anušić, anche il numero molto contenuto di giovani che hanno chiesto l’esenzione dal servizio per obiezione di coscienza. “Siamo tra il 2 e il 3 per cento, ben al di sotto delle aspettative iniziali che ipotizzavano percentuali comprese tra il 30 e il 40 per cento”, ha spiegato il ministro.

Un risultato definito “fenomenale” dal titolare della Difesa, che ha inoltre evidenziato come molti partecipanti abbiano aderito volontariamente pur non essendo soggetti all’obbligo di addestramento.

Nel corso della visita a Đakovo, dove ha preso parte alle celebrazioni per la Giornata della città, Anušić ha affrontato anche il tema del ritorno dell’esercito croato a Beli Manastir. Il progetto prevede la riqualificazione di una grande caserma destinata a ospitare tra 500 e 800 militari.

Secondo il ministro, la documentazione progettuale è stata completata e l’area è già stata bonificata e liberata dalle strutture da demolire. Il contratto con l’impresa incaricata dei lavori dovrebbe essere firmato entro la fine dell’anno, mentre il completamento dell’intero complesso è previsto per il 2028.

«La Slavonia ha cambiato volto»

Nel suo intervento ufficiale, Anušić ha parlato anche della situazione economica e sociale della Slavonia, regione orientale della Croazia che negli anni scorsi aveva sofferto un forte spopolamento e una significativa emigrazione giovanile. “Tra il 2014 e il 2016 la Slavonia viveva una fase di depressione e sfiducia collettiva. Molte persone se ne sono andate all’estero per lavorare”, ha ricordato il ministro. “Oggi il più grande successo è il cambiamento della percezione della regione: la gente sta tornando”.

Il vicepremier ha ribadito il sostegno dell’esecutivo ai progetti locali e allo sviluppo dell’area, sottolineando il ruolo centrale di Đakovo, sede dell’Arcidiocesi Đakovo-Osijek. Durante la cerimonia sono intervenuti anche il sindaco Marin Mandarić e la presidente della Contea di Osijek e della Baranja, Nataša Tramišak, che hanno illustrato i principali investimenti realizzati e quelli in programma nei prossimi anni.

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