Scuole: è sciopero frontale. «Nessuno calpesterà i nostri diritti»

Conferenza stampa dei sindacati di categoria: aule vuote in tutto il Paese ad oltranza e varie manifestazioni di protesta che culmineranno lunedì prossimo in piazza bano Jelačić a Zagabria

Porte chiuse nelle scuole di tutto la Croazia. Foto Igor Soban/PIXSELL

Sciopero frontale. Branimir Mihalinec, leader del Sindacato indipendente degli impiegati nelle scuole medie, ha descritto in questo modo l’agitazione degli insegnanti che va ormai avanti da quasi un mese (oggi è il 27.esimo giorno di astensione dal lavoro). Ma ora lo sciopero ha inserito una marcia in più e da oggi non è più circolare, bensì totale: tutte le scuole del Paese rimarranno chiuse finché il governo non accetterà le richieste dei sindacati di categoria.
Mihalinec nel corso di una conferenza stampa a Zagabria, ha spiegato che la decisione di proclamare un’agitazione generale “è stata facilitata anche dal fatto che nel nostro sindacato sono iscritti 13.393, di cui il 96 per cento ha detto ‘no’ alla proposta del governo”. Ma oltre alle aule chiuse, i rappresentanti sindacali hanno annunciato anche altre iniziative di protesta. La prima è in programma già domani, mercoledì 20 novembre, quando “i nostri membri si posizioneranno in punti strategici di Zagabria, ma anche di altre città, con alcuni striscioni che inviteranno gli automobilisti a suonare il clacson per offrire il sostegno a questa nostra battaglia”. Mihalinec ha ricordato che domani a Zagabria inizia anche il Congresso del Partito popolare europeo, che “sfrutteremo per far conoscere anche a tutta l’Europa il comportamento del governo croato verso il settore dell’istruzione”.
Per giovedì, invece, è prevista una mini protesta in piazza San Marco a Zagabria, davanti alla sede dell’Esecutivo, che culminerà lunedì prossimo, 25 novembre, quando lo sciopero generale si riverserà in piazza bano Jelačić.

Branimir Mihalinec, leader del sindacato indipendente delle impiegati nelle scuole medie. Foto Josip Regovic/PIXSELL

“Questa non è una lotta per un aumento del 6,11 per cento, questa è una battaglia per la dignità – ha tuonato Mihalinec –. Non permetteremo a nessuno di calpestarci e insultarci. Il governo è l’unico responsabile per questa situazione e tutti coloro che hanno qualche dubbio sulla bontà della nostra azione, possono rivolgersi all’indirizzo di piazza San Marco 2 (sede del governo, ndr).
Ai vertici sindacali è stato anche chiesto come commentano il fatto che il governo ha annunciato l’intenzione di non pagare gli insegnanti per i giorni trascorsi con le mani incrociate. “Non lo so, lo vedremo a fine mese in busta paga – ha sottolineato Mihalinec –. Comunque, se le lezioni dovranno essere recuperate, gli insegnanti dovranno essere pagati con gli straordinari… Però, se l’Esecutivo eviterà di fare simili pressioni, noi recupereremo tutte le ore perdute, poiché abbiamo un dovere morale nei confronti degli alunni che non devono essere danneggiati. Invito soltanto il governo a non giocare con il fuoco e minacciare…”, ha concluso Mihalinec.

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