ZAGABRIA
Il tema della politica educativa e della tutela delle minoranze nazionali torna al centro del dibattito politico croato. Il deputato della Dieta Democratica Istriana (DDI-IDS), Anteo Milos, parlando a nome proprio e del vicepresidente del Sabor, Furio Radin, ha riaperto una questione che tocca da vicino i valori fondamentali dell’ordinamento costituzionale: l’uguaglianza e la tutela dei diritti delle minoranze, con un focus specifico sulla maturità di Stato per gli studenti della minoranza nazionale italiana.
Milos ha avvertito che l’attuale modello d’esame per la lingua croata crea una disparità oggettiva per gli studenti che frequentano le scuole con lingua d’insegnamento italiana. Sebbene la Croazia vanti giustamente standard elevati nella protezione dei diritti delle minoranze, il deputato ha sottolineato come proprio nell’ultimo miglio del percorso scolastico si crei un divario nelle reali pari opportunità.
Le proposte dell’Unione Italiana
“Uguaglianza non significa dare a tutti la stessa cosa, ma garantire a tutti una possibilità equa. Uno studente che ottiene un risultato inferiore in lingua croata a causa del fatto oggettivo di essersi istruito nella propria lingua madre, perde automaticamente una parte dei punti totali necessari per essere competitivo all’iscrizione all’università. Per questo motivo, l’Unione Italiana ha avanzato diverse proposte. La prima riguarda l’apertura alla possibilità di un modello di valutazione differenziato. La seconda proposta si riferisce all’adeguamento dei criteri di valutazione, al fine di rispettare le specificità del bilinguismo e le circostanze linguistiche oggettivamente diverse in cui gli studenti crescono e si istruiscono”, ha sottolineato Milos nel suo discorso.
Ha ricordato altresì che gli alunni delle scuole italiane apprendono la quasi totalità delle materie nella loro lingua madre: “Non stiamo chiedendo privilegi, né un abbassamento dei criteri o una svalutazione dell’importanza della lingua croata. Chiediamo che il sistema riconosca le specificità dell’istruzione minoritaria e garantisca condizioni di reale parità”.
La fuga dei giovani all’estero
Le conseguenze di questo sistema si fanno già sentire sul territorio. Il deputato ha evidenziato un trend preoccupante: un numero sempre maggiore di studenti della minoranza italiana dell’Istria e di Fiume sceglie di proseguire gli studi superiori nelle vicine Slovenia o Italia, convinti di trovarvi condizioni migliori e più eque per l’accesso all’università.
Al momento, è stato raggiunto un accordo di massima con il Ministero della Scienza, dell’Istruzione e dei Giovani per un potenziamento dello studio della lingua croata, mentre nel corso del prossimo anno si lavorerà per trovare la soluzione ottimale basata sulle proposte dell’Unione Italiana.
In chiusura, Milos ha lanciato un appello accorato affinché questo segnale d’allarme non venga ignorato: “Non è solo una questione di riforme scolastiche. Da questo dipende la permanenza dei giovani sul nostro territorio, la credibilità delle politiche della Repubblica di Croazia verso le minoranze nazionali e la reale comprensione del principio di uguaglianza su cui poggia il nostro ordine costituzionale”.
Riconoscere le specificità
“La questione dell’esame di lingua croata alla maturità di Stato per gli alunni delle scuole italiane è un tema che la nostra Comunità nazionale affronta da anni. In quest’ultimo periodo lo abbiamo riportato sul tavolo delle priorità, lavorando insieme ai presidi delle nostre scuole. Ringrazio di cuore Anteo Milos per averne parlato al Sabor, e per aver sottolineato la necessità di riconoscere la specificità dell’istruzione delle minoranze e garantire che i nostri ragazzi, a causa della scelta di studiare nella propria lingua madre, non siano messi in una posizione di svantaggio”, è il post pubblicato su Facebook da Jessica Acquavita, vicepresidente della Regione istriana in quota CNI.
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