Scuole: apri, chiudi… Nel Litorale sloveno si leva un coro di proteste

Scuola elementare "Vincenzo e Diego de Castro" a Pirano

Dopo soli quattro giorni dal ritorno degli alunni del primo triennio tra i banchi, di scuola, a causa del peggioramento del quadro epidemiologico nella regione statistica Costiero-carsica, la settimana prossima le lezioni riprenderanno a distanza. Dopo essersi sottoposto al tampone lunedì 25 gennaio, il personale delle scuole elementari italiane del territorio era risultato in gran parte negativo, le presidi si stavano già preparando a una nuova settimana in presenza, accordandosi per testare nuovamente i docenti all’inizio della settimana prossima, ordinando pranzi e merende e altro ancora. Da un momento all’altro i dirigenti scolastici si sono dovuti riorganizzare per garantire la sorveglianza nei rispettivi istituti ai bambini i cui genitori lavorano nel settore dell’energetica, delle forze dell’ordine, della Protezione civile e della sanità e non possono assentarsi. Le disposizioni attuali rimangono in vigore fino al 5 febbraio prossimo. I pochi giorni passati in presenza sono stati una ventata d’aria fresca e un modo per sperimentare come riavviare il processo pedagogico nella nuova realtà anche quando a rientrare saranno tutte le classi, osservando minuziosamente le misure igieniche per prevenire i contagi, oltre a quelle predisposte.
“Appena è arrivata la disposizione è stato chiesto agli insegnanti di fare un’indagine tra i genitori per quanto riguarda la sorveglianza, in modo da organizzarsi con il personale non impegnato con le lezioni“, ha spiegato la preside della scuola elementare “Pier Paolo Vergerio il Vecchio” di Capodistria, Helena Maglica. La medesima cosa è stata fatta anche presso la “Vincenzo e Diego De Castro” di Pirano, come ci ha illustrato la preside, Nadia Zigante e alla “Dante Alighieri” di Isola, la cui preside, Cristina Kostič Valentič ha tenuto a sottolineare l’impegno comune che viene messo da parte di collaboratori, insegnanti e genitori per garantire che le lezioni continuino in qualsiasi modalità.

La sede della “Dante Alighieri” di Isola

“Dobbiamo ricordare che la didattica a distanza senza l’aiuto dei genitori non funziona e in questo periodo hanno dato un supporto importante, prendendosi carico di aspetti che in una situazione normale, svolgono gli insegnanti, come richiamare all’attenzione, aiutare con lo studio e tanto altro”, ha ribadito la preside di Isola. La presidente del Consiglio dei genitori sempre della Dante Alighieri, Evelin Kolarec Radovac, ha definito la decisione di sospendere le lezioni in presenza estremamente inappropriata e irrispettosa, sia per i bambini sia per i genitori. “Il fatto che stiamo a casa da così tanto tempo e che il destino dei bambini venga deciso sulla base dei numeri riguardanti le Case di riposo per anziani è estremamente inadeguato” è stata la sua dichiarazione che ha rilasciato all’agenzia informativa STA, sottolineando che nell’istituto isolano sono state attuate tutte le misure necessarie, anche qualcuna in più, con la collaborazione degli alunni che si sono dimostrati davvero diligenti nel portate le mascherine protettive e rispettare le direttive.
Al coro di proteste si sono aggiunti venerdì i sindaci di Capodistria, Isola e Pirano, Aleš Bržan, Danilo Markočič in Đanio Zadković. Con una lettera hanno chiesto al governo sloveno di valutare ancora una volta se esistono estremi cosi urgenti da dettare la chiusura delle scuole, pur appoggiando in pieno i provvedimenti per contrastare la pandemia.

Facebook Commenti