Giustificazioni scolastiche: è scontro in Croazia tra medici e insegnanti

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Giustificazioni scolastiche: è scontro in Croazia tra medici e insegnanti
Foto Roni Brmalj

In Croazia si accende il dibattito sulla possibilità di limitare il numero di giorni in cui i genitori possono giustificare direttamente le assenze dei figli da scuola. La proposta arriva dal Ministero della Scienza, dell’Istruzione e della Gioventù e ha immediatamente diviso il mondo sanitario e quello scolastico.

L’Associazione croata di pediatria (HPD) ha espresso forte contrarietà all’iniziativa, avvertendo che una simile modifica aumenterebbe il peso amministrativo sui medici e aggraverebbe la pressione su un sistema sanitario già in difficoltà.

Secondo l’HPD, richiedere un certificato medico per ogni assenza superiore a tre giorni comporterebbe un afflusso inutile di bambini negli ambulatori per malattie lievi e autolimitanti, come le comuni infezioni virali stagionali. “La maggior parte delle malattie nei bambini in età scolare sono leggere e non richiedono la visita del medico. Obbligare i genitori a portare i figli in ambulatorio per ottenere un certificato significa aumentare la burocrazia e il rischio di contagio nelle sale d’attesa”, ha dichiarato il presidente dell’associazione, Joško Markić.

L’HPD ha inoltre ricordato che in Croazia manca circa il 31% dei pediatri nel sistema sanitario di base, sottolineando che l’introduzione di nuovi obblighi burocratici sottrarrebbe tempo prezioso alle cure e alla prevenzione.

I medici hanno richiamato l’attenzione anche su una situazione analoga nei nidi e nelle scuole materne: nonostante una riforma entrata in vigore nell’aprile 2025 consenta ai genitori di giustificare fino a tre giorni di assenza dei figli per malattie lievi, molti asili continuano a richiedere certificati medici per il rientro dei bambini. Una pratica, avvertono, che sovraccarica il sistema sanitario e aumenta il rischio di diffusione delle infezioni.

Ma alla protesta dei pediatri ha fatto seguito una risposta altrettanto decisa dal mondo scolastico. La “Školska zbornica” (Aula insegnanti), la più grande comunità di insegnanti croati, ha diffuso una lettera aperta in cui difende la proposta ministeriale e critica la posizione dei medici.

“Comprendiamo le difficoltà del sistema sanitario e la carenza di medici, ma come insegnanti vediamo ogni giorno gli effetti negativi di assenze troppo frequenti e poco controllate”, si legge nel documento. “La riforma non mira a punire i genitori né a sovraccaricare i medici, ma a introdurre un minimo di ordine e responsabilità”.

Gli insegnanti sostengono che le giustificazioni facili, spesso non supportate da motivi medici reali, minano la regolarità delle lezioni e il rendimento degli studenti. “Troppi ragazzi restano a casa senza ragioni valide, e questo compromette il lavoro in classe. Non possiamo accettare che siano i genitori, senza competenze mediche, a valutare lo stato di salute dei figli come se fossero medici”, afferma la lettera.

La “Školska zbornica” ribadisce inoltre che la regolamentazione proposta non è un atto punitivo, ma un tentativo di ristabilire equilibrio tra fiducia e controllo. “Ogni sistema ha la propria responsabilità: la nostra è educare, quella dei medici è tutelare la salute. Se ciascuno si attiene al proprio ruolo, la scuola e la sanità potranno collaborare meglio. Ma senza regole chiare, si rischia il caos”.

Infine, gli insegnanti chiedono al Ministero di mantenere il dialogo aperto con tutte le parti coinvolte, evitando uno scontro tra categorie. “Serve una soluzione condivisa, non uno scaricabarile tra scuola, sanità e famiglie. L’obiettivo deve restare uno solo: il benessere dei bambini e la qualità dell’istruzione”, conclude la lettera aperta.

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