Il Ministero dell’Istruzione ha avviato la consultazione pubblica sulle modifiche al Regolamento che disciplina i criteri per l’applicazione delle misure pedagogiche, introducendo un divieto generalizzato dell’uso dei telefoni cellulari nelle scuole elementari e un inasprimento delle norme sui comportamenti inaccettabili degli studenti.
Come spiegato dal Ministero, le modifiche mirano a definire in modo più chiaro le condotte degli alunni, a migliorare la sicurezza e l’ordine negli istituti e a rendere più efficace il processo educativo, tenendo conto dell’esperienza maturata e del quadro normativo vigente.
Una delle principali novità riguarda l’uso dei dispositivi di informazione e comunicazione. Nelle scuole elementari il loro utilizzo sarà considerato comportamento inaccettabile in tutti gli spazi scolastici, con l’unica eccezione dei casi autorizzati dalla scuola per finalità educative, sanitarie o analoghe. Gli studenti potranno continuare a portare con sé i telefoni cellulari, ma non potranno utilizzarli: dovranno essere tenuti nelle borse o negli armadietti, secondo quanto stabilito dal regolamento interno di ciascun istituto.
Nelle scuole superiori, scrive l’agenzia Hina, rimane in vigore il divieto di uso non autorizzato dei dispositivi durante le attività didattiche, mentre alle scuole viene lasciata la possibilità di introdurre ulteriori restrizioni anche al di fuori delle lezioni, attraverso il proprio regolamento interno.
Il nuovo testo irrigidisce inoltre i criteri per la definizione dei comportamenti gravi. L’introduzione o il consumo di sostanze psicoattive viene esteso esplicitamente ad alcol, droghe e ad altre sostanze vietate ai minori dalla legge e viene ora classificato come comportamento gravemente inaccettabile. Il Ministero sottolinea che simili condotte mettono seriamente a rischio la sicurezza, la salute e il benessere degli studenti, oltre a compromettere il regolare svolgimento dell’attività scolastica.
Tra i comportamenti considerati gravi rientrano anche l’introduzione o l’aiuto all’ingresso di persone non autorizzate che abbiano causato danni a persone o beni all’interno della scuola o nei luoghi in cui si svolgono attività educative, così come il danneggiamento intenzionale di beni con conseguenze rilevanti. Vengono inoltre inclusi atti di violenza fisica, la partecipazione a risse e altri comportamenti che, pur senza esiti particolarmente gravi, possono mettere in pericolo l’incolumità di studenti o di altre persone.
Ancora più severe le disposizioni sui comportamenti particolarmente gravi. L’introduzione o l’uso di armi o oggetti pericolosi all’interno della scuola o in altri spazi destinati all’attività educativa sarà classificato come comportamento particolarmente inaccettabile, e non più soltanto grave, come previsto finora.
Le modifiche riguardano anche la disciplina delle assenze. Le mancate presenze dovute a forme di protesta, insoddisfazione o disaccordo da parte degli studenti o dei genitori non potranno più essere giustificate e saranno considerate assenze ingiustificate. Qualora la scuola venga a conoscenza del fatto che i genitori impediscono al figlio di frequentare le lezioni, l’istituto avrà l’obbligo di informare l’ufficio territoriale competente del Centro croato per l’assistenza sociale.
Secondo il Ministero, queste misure sono finalizzate a tutelare il diritto del minore all’istruzione e a prevenire pressioni indebite sulle scuole. Viene inoltre rafforzata la collaborazione con i servizi sociali: oltre all’obbligo di segnalazione, le scuole dovranno richiedere una relazione sulle azioni intraprese nei casi in cui a uno studente sia stata applicata una misura pedagogica per comportamenti gravi o particolarmente gravi, così da poter adattare in modo più efficace il successivo lavoro educativo e di supporto.
Il provvedimento prevede che gli istituti scolastici adeguino i propri statuti entro 60 giorni dall’entrata in vigore del regolamento, che dovrebbe diventare operativo il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. La consultazione pubblica resterà aperta fino al 7 febbraio.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.











































