“Voglio esprimere la massima solidarietà alla Comunità Nazionale Slovena in Italia, da parte mia e di tutta la Comunità Nazionale Italiana in Slovenia. I fatti avvenuti al Consolato Generale di Slovenia a Trieste sono ignobili, volgari e razzisti. Al giorno d’oggi nessuno si sarebbe aspettato delle azioni simili. Questo atto ha offeso in maniera importante la cultura slovena e l’identità storica della Comunità Nazionale Slovena in Italia, ma allo stesso tempo anche lo Stato sloveno”. È con queste parole che il deputato della minoranza nazionale italiana nella Camera di Stato del Parlamento sloveno, Felice Ziza, ha condannato i fatti avvenuti martedì a Trieste, ossia la scritta offensiva e dal contenuto xenofobo apparsa all’esterno della sede consolare. Ignoti hanno affisso nella notte un cartello giallo sopra la targa del Consolato: il foglio era fermato con nastro adesivo rosso. Sull’episodio sta indagando la Digos. Al vaglio degli investigatori, in particolare, le immagini della videosorveglianza, dalle quali potrebbero emergere elementi utili per risalire all’identità degli autori del gesto.
L’onorevole Ziza ritiene che oltre alle misure già messe in atto dalle forze dell’ordine locali e alle reazioni della autorità regionali, sia necessario anche una risposta dall’alto. Per tale motivo propone un incontro fra il primo ministro sloveno, Robert Golob e la premier Giorgia Meloni.
“Nel corso di questo mandato si sono incontrati una sola volta, all’inizio, ora sarebbe il caso di sfruttare questa occasione per ribadire l’amicizia e la vicinanza fra i due Paesi, nonché l’importante collaborazione economica e la presenza delle rispettive minoranze, entrambe autoctone. Inoltre, all’interno dell’accordo di collaborazione firmato dai deputati delle minoranze italiana e ungherese con il Governo Golob ci sono una serie di punti la cui realizzazione potrebbe giovare notevolmente dall’incontro. Pertanto oltre ai vertici dei rispettivi Governi sarebbe importante invitare anche i massimi rappresentanti delle rispettive comunità nazionali, sia con l’obiettivo di parlare della tutela delle minoranze, anche e soprattutto a livello economico, e delle problematiche che ancora persistono, sia per ribadire ai massimi livelli come queste comunità contribuiscano in modo significativo al mantenimento e allo sviluppo dell’amicizia fra Italia e Slovenia, all’interscambio economico e ai rapporti di buon vicinato”, ha affermato Ziza.
L’onorevole ha annunciato che nei prossimi giorni invierà una lettera ufficiale al primo ministro Golob per assicurarsi che questo appello non venga rilevato soltanto nei media ma diventi una richiesta formale per un rafforzamento della collaborazione fra le parti.
La condanna di Pirc Musar
Ferma la condanna della presidente della Repubblica di Slovenia, Nataša Pirc Musar, che ha definito la scritta “un attacco inammissibile alla comunità slovena in Italia e alla stessa Slovenia” e ha auspicato “che le indagini da parte delle autorità italiane vengano svolte con la dovuta serietà”. Il ministero degli esteri sloveno ha sottolineato come la provocazione rifletta “il vocabolario dei capitoli più oscuri della storia del ventesimo secolo, inaccettabile per i tempi odierni”.
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