Sciopero per i Vigili del fuoco di Umago

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Sciopero per i Vigili del fuoco di Umago
La caserma dei vigili del fuoco a Umago Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

Da stamattina, lunedì 22 dicembre l’unità dei Vigili del fuoco di Umago è in sciopero. Alla base della protesta c’è il prolungato blocco del dialogo sociale con gli enti fondatori e l’impossibilità di raggiungere un accordo sul nuovo Contratto collettivo di lavoro.

A renderlo noto è stato Luka Puniš, responsabile dell’ufficio regionale del Sindacato dell’Istria, del Quarnero e della Dalmazia (SIKID). Secondo quanto riferito, i fondatori dell’Unità pubblica dei vigili del fuoco – le Città di Umago, Cittanova e Buie, insieme ai Comuni di Verteneglio, Grisignana e Portole – avrebbero ripetutamente rifiutato di sedersi al tavolo delle trattative con i rappresentanti dei lavoratori, nonostante i numerosi appelli del sindacato.

I pompieri chiedono in particolare l’equiparazione degli stipendi a quelli dei dipendenti delle istituzioni comunali. Lo sciopero, ha precisato Puniš, si svolge nel pieno rispetto della legge e con la garanzia del minimo dei servizi essenziali: le emergenze e la tutela della vita e dei beni dei cittadini non saranno compromesse. «Tutti gli interventi necessari a evitare pericoli per la vita, la salute delle persone o la proprietà continueranno a essere svolti senza limitazioni», ha sottolineato.

Sospese le attività non urgenti

Durante lo sciopero, tuttavia, saranno sospese le attività non essenziali. I Vigili del fuoco non rilasceranno autorizzazioni per l’accensione di fuochi all’aperto né interverranno per l’apertura di appartamenti o abitazioni, salvo nei casi in cui vi sia un rischio per la vita delle persone. Si tratta di servizi aggiuntivi, non urgenti, che non verranno garantiti per tutta la durata della protesta.

Il tema delle retribuzioni è da tempo al centro del malcontento. Lo scorso mese il vigile Denis Blašković ha dichiarato a un portale locale che uno stipendio netto, comprensivo di indennità, turni di reperibilità, lavoro nei fine settimana, straordinari, lavoro notturno e una maggiorazione del 27 per cento per il rischio alla vita e alla salute, ammonta a 1.411 euro. Senza alcun supplemento, invece, la paga netta di ottobre con il solo coefficiente base è stata di 834 euro.

Il sindacato: «Lo sciopero è l’ultima risorsa»

«I Vigili del fuoco hanno concesso più che sufficienti tempo e spazio per raggiungere un accordo», ha ribadito Puniš. «Poiché non si è registrato alcun progresso, siamo stati costretti a ricorrere allo sciopero come ultima e legittima forma di tutela dei nostri diritti lavorativi ed economici».

La protesta proseguirà finché non verrà riaperto il dialogo con gli enti fondatori e avviato un confronto concreto sul contratto collettivo e sulle condizioni salariali.

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