Schengen. Solo vantaggi dall’entrata della Croazia

Pieno appoggio dalla Slovenia alla Conferenza sulle migrazioni di Sarajevo

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Schengen. Solo vantaggi dall’entrata della Croazia

La crisi fra la Bielorussia e la Polonia potrebbe creare nuovi disagi ai confini dell’Unione europea, con la rotta balcanica che rimane un percorso di grande attualità per tutti i migranti. Del tema si è discusso abbondantemente ieri a Sarajevo, nel corso della Conferenza internazionale sulle migrazioni clandestine, alla quale hanno partecipato i rappresentanti di dieci nazioni comprese fra l’Austria e la Turchia. Fra questi anche Zoran Nićeno, a capo della Direzione per i confini del Ministero degli Affari interni della Croazia, il quale ha spiegato come il controllo dei confini sia sempre un tema importante, sul quale ci si concentra ancor di più quando sono in corso crisi come questa. La Croazia è molto attenta alla situazione fra Bielorussia e Polonia, anche se al momento si ritiene che questi migranti non si spingeranno così tanto a sud da usare la rotta migratoria dei Balcani. “Non abbiamo intenzione di modificare le disposizioni attualmente in atto o di intensificare le attività che stiamo già portando avanti lungo i nostri confini, anche perché tutte le procedure che rispettiamo sono appena state giudicate positivamente durante un controllo per l’entrata in Schengen”, ha spiegato Nićeno.
Il direttore ha poi però rilevato pure come ci siano effettivamente dei piani di intervento nel caso in cui la situazione si riveli diversa dal previsto, aggiungendo ancora una volta come si ritenga altamente improbabile uno scenario simile a quello visto sul confine fra Bielorussia e Polonia, perché la Croazia ha ottimi rapporti con tutti i Paesi vicini.
Della buona capacità della Croazia di gestire i confini esterni dell’Unione europea è convinto anche Aleš Hojs, ministro degli Affari interni della Repubblica di Slovenia, che durante la conferenza si è espresso senza mezzi termini a favore di una veloce entrata della Croazia nell’area Schengen, convinto come questa mossa non possa fare altro che portare tutta una serie di vantaggi, sia nello specifico alla Croazia e alla Slovenia, che in generale a tutta l’Unione europea. “Siamo dei forti sostenitori dell’entrata della Croazia nell’area Schengen. Tutti i requisiti tecnici sono stati raggiunti e ora non si aspetta altro che la decisione politica”, ha affermato il ministro sloveno, il quale ha specificato come si dovrà probabilmente attendere fino a maggio o giugno del 2022 per l’approvazione definitiva.
Ricordiamo che nel corso del 2021 il numero di migranti lungo la rotta balcanica è stato inferiore del 45 per cento rispetto al 2020, un risultato reso possibile dal lavoro costante della Polizia e dall’ottima collaborazione internazionale fra i Paesi dell’area.

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