Schengen. Croazia, striscione dell’ultimo chilometro

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Schengen. Croazia, striscione dell’ultimo chilometro

Giovedì scorso è giunta una splendida notizia: i ministri degli Interni dei Paesi dell’Unione europea hanno dato disco verde all’adesione della Croazia nello Spazio Schengen. Il premier Andrej Plenković ha commentato in modo entusiastico la notizia proveniente da Bruxelles. “Entro la prossima estate i nostri cittadini potranno viaggiare liberamente nell’Ue e l’abolizione delle frontiere sarà il più importante lascito di questo governo”.
Ma anche se la strada verso Schengen è assolutamente spianata, la Croazia dovrà ancora pazientare che vengano risolti gli ultimi nodi. Innanzitutto il proprio parere deve essere offerto dall’Europarlamento, anche se la sua decisione non è vincolante. Poi saranno nuovamente gli Stati membri a dover decidere all’unisono sull’accesso di Zagabria nell’Area. Tuto ciò, secondo l’Esecutivo, dovrebbe essere concluso entro la fine di giugno 2022.
La Francia, con la visita ufficiale di qualche settimana fa del Presidente Macron a Zagabria, ha dato un forte segnale e ha velocizzato tutto l’iter. Inoltre, dal 1.mo gennaio la Francia guiderà la presidenza Ue ed è possibile che durante i suoi sei mesi l’adesione della Croazia venga messa all’ordine del giorno. Ma uno dei punti programmatici principali resi noti da Parigi per la presidenza è la volontà di procedere con la riforma di Schengen. Inoltre, in aprile Macron è atteso da una nuova tornata elettorale e se il tema dei confini dovesse diventare decisivo, la situazione potrebbe diventare un po’ più complicata per la Croazia. Infatti, si pone il dubbio se la riforma e l’allargamento possono andare di pari passo? Stesso discorso per la Slovenia. Il premier Janez Janša ha sempre visto di buon grado le volontà di Zagabria in questo senso, ma ad aprile anche i cittadini sloveni saranno chiamati a votare. Se qualcosa dovesse cambiare nel panorama politico sloveno, l’adesione della Croazia a Schengen non sarebbe proprio una passeggiata. Basti ricordare le velleità di alcuni politici nei confronti di Zagabria rispetto soprattutto al nodo confinario, Golfo di Pirano in primis.
E la Germania del nuovo cancelliere Olaf Scholz. La scorsa settimana Merkel ha lasciato spazio dopo 16 anni al nuovo governo di coalizione, che nel suo programma di 178 pagine stabilisce anche che “il futuro allargamento di Schengen, oltre alla questione inerente alla sicurezza, dipenderà pure dallo stato di diritto e dagli standard umanitari”. Qui entrano in ballo i rapporti di diverse associazioni internazionali sui presunti maltrattamenti della Polizia croata nei confronti dei migranti al confine con la Bosnia ed Erzegovina.
Comunque sia, forse lo champagne è già in frigo in una delle stanze dei Banski dvori, ma sicuramente non è giunto ancora il momento di stapparlo.

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