«Sarebbe comico se non fosse inquietante»: Milanović attacca la narrativa di Vučić

Il presidente croato attacca la retorica serba: «Paure alimentate ad arte»

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«Sarebbe comico se non fosse inquietante»: Milanović attacca la narrativa di Vučić
Foto: Roni Brmalj

Il presidente croato Zoran Milanović ha accusato il capo dello Stato serbo Aleksandar Vučić di alimentare paure e tensioni regionali sostenendo che la Croazia starebbe costruendo un’alleanza militare contro la Serbia insieme ad Albania e Kosovo. Dichiarazioni che, secondo il presidente croato, rischiano di creare un clima pericoloso nei Balcani.

Le parole di Milanović sono arrivate durante la cerimonia per il Giorno delle Forze armate croate, occasione in cui il capo dello Stato ha criticato apertamente la retorica utilizzata dal presidente serbo negli ultimi mesi.

“Se non fosse inquietante sarebbe comico”, ha affermato Milanović riferendosi alle accuse di Vučić. “Il presidente di uno Stato vicino continua a spaventare i propri cittadini con la prospettiva di un attacco della Croazia e degli albanesi contro la Serbia”.

L’accordo con Albania e Kosovo

La polemica nasce dalla dichiarazione di cooperazione nel settore della sicurezza e della difesa firmata lo scorso anno dal ministro della Difesa croato Ivan Anušić con i colleghi di Albania e Kosovo. Dopo la firma dell’intesa, Vučić aveva accusato Zagabria di voler creare un asse militare ostile a Belgrado insieme a Tirana e Pristina. Un’interpretazione respinta con forza dalle autorità croate, che hanno sempre definito l’accordo come una normale collaborazione nell’ambito della sicurezza regionale e della cooperazione internazionale.

Milanović ha spiegato di sentirsi quasi costretto a replicare continuamente alle accuse provenienti dalla Serbia. “So che è frustrante dover sempre spiegare e giustificarsi, ma lo faccio per i nostri cittadini. E in parte anche per i serbi, affinché comprendano quanto sia irresponsabile questa narrazione”, ha dichiarato.

Le tensioni internazionali e il ruolo della Nato

Nel suo intervento il presidente croato ha allargato il discorso al clima internazionale, criticando anche alcune posizioni emerse nei Paesi baltici nei confronti della Russia. Milanović ha definito “irresponsabili” gli appelli di alcuni esponenti politici baltici a colpire la regione di Leningrado, senza però fare nomi specifici. Il presidente croato ha quindi richiamato il tema della solidarietà interna alla Nato, sottolineando come l’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica imponga obblighi reciproci che possono mettere Paesi più piccoli, come la Croazia, in una posizione delicata. “Abbiamo soldati croati dispiegati in Lituania e allo stesso tempo non possiamo sapere fino a che punto alcuni alleati siano disposti a spingersi con certe dichiarazioni”, ha osservato.

Medio Oriente e diritto internazionale

Nel passaggio finale del discorso, Milanović ha affrontato anche il tema delle crisi globali, sostenendo che oggi non esista soltanto “l’aggressore russo in Ucraina”, ma anche un nuovo fronte di instabilità in Medio Oriente. Pur senza citare esplicitamente Israele o gli Stati Uniti, il presidente croato ha ribadito le critiche già espresse in passato contro gli attacchi americani e israeliani all’Iran, definiti una violazione del diritto internazionale e dell’ordine multilaterale. Per motivi di sicurezza, Zagabria aveva già disposto il ritiro dei militari croati impegnati in Iraq e Libano.

“Il diritto internazionale è il miglior alleato dei piccoli Stati, purché non venga calpestato e svuotato di significato come sta avvenendo oggi”, ha concluso Milanović.

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