Sacco e Bradanini, tappe a Pola e Dignano

Davide Bradanini, Pierfrancesco Sacco, Furio Radin, Silvio e Roberto Kutić nella sede dell'Infobip

L’ambasciatore italiano a Zagabria Pierfrancesco Sacco e il Console generale d’Italia a Fiume Davide Bradanini hanno incontrato a Pola il ff di presidente della Regione Fabrizio Radin e il sindaco di Pola Boris Miletić, e poi anche i rappresentanti della Comunità degli Italiani di Pola, due incontri di lavoro tesi a spianare la strada a forme e modalità di collaborazione ben più strette di quelle consigliate dal mero protocollo diplomatico. Nell’assumere l’incarico di capo della missione, Sacco ha confessato di essersi preparato a lungo “leggendo della storia, delle tragedie e delle varie forme di eroismo” che hanno subito gli istriani sia esuli che rimasti, di essersi aspettato di “trovare qualcosa di speciale in Croazia”, ma di avere trovato qualcosa che trascende la pura storiografia e i dati di fatto, perché “nel vedere e nel sentire le persone, ti accorgi che questa è effettivamente una realtà straordinaria e purtroppo non necessariamente nota in Italia”.
“Nella Comunità Nazionale Italiana ho trovato un sistema, e per di più un sistema che funziona bene, una buona collaborazione sia individuale che istituzionale, per cui noi non possiamo fare a meno di essere alla vostra altezza e fare sistema assieme a voi”. Che questa missione abbia a seguire i percorsi dell’imprenditorialità va da sé, ha suggerito, inoltre, l’Ambasciatore, ma non nel senso di lasciare che commercio e cultura seguano ognuna la propria strada, ignorandosi a vicenda, bensì nel senso di una “forma mentis collettiva” che permetta la vera convergenza di fini e di ideali. Dal canto loro il presidente Radin e il sindaco Miletić hanno espresso la propria disponibilità a stringere rapporti di cooperazione con l’Ambasciata proprio in questa direzione. L’incontro in Comunità
All’incontro alla Comunità degli Italiani di Pola hanno fatto gli onori di casa la presidente Tamara Brussich e l’On. Furio Radin. All’incontro hanno preso parte anche i vertici dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul e Marin Corva, che hanno fatto notare come la Comunità degli Italiani di Pola sia una delle più vive e più propulsive Comunità della minoranza italiana in Croazia, ma anche una delle più articolate e meglio integrate nel territorio con tutta una serie di istituzioni pubbliche che si adoperano per trasmettere la lingua e la cultura italiana nel territorio. Nel corso dell’incontro si sono presentati all’Ambasciatore, a turno, i rappresentanti di queste istituzioni e associazioni, e precisamente: Tamara Brussich per gli asili italiani “Rin Tin Tin”, Debora Radolović (SMSI Dante Alighieri), Susanna Cerlon (SE “Giuseppina Martinuzzi”), Liana Diković (Biblioteca civica – Servizio bibliotecario centrale per la minoranza italiana in Croazia), Silvana Wruss (Società culturale “Dante Aligheri”), Ervino Quarantotto (Consiglio per la minoranza italiana della Città di Pola), Vito Paoletić (SAC “Lino Mariani”). La CI di Pola, che stando a Furio Radin conta il maggior numero di italiani dichiarati in una città croata, svolge il ruolo di coordinatore e catalizzatore per tutte le politiche minoritarie in città, è un partner importante della Città di Pola e un promotore serio di iniziative culturali e sociali che hanno seguito non solo tra gli appartenenti della minoranza, ma anche tra la cittadinanza al completo.
Gli incontri a Dignano e Gallesano 
Tappa dignanese, nel tardo pomeriggio di ieri, per l’Ambasciatore d’Italia a Zagabria, Pierfrancesco Sacco e il Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini, in visita assieme al parlamentare Furio Radin, al viceconsole italiano a Pola, Tiziano Sošić, al  presidente dell’UI, Maurizio Tremul e al presidente della GE dell’UI, Marin Corva.
Prima tappa in Città, accolti dal sindaco di Dignano, Klaudio Vitasović, dai vicesindaci Diriana Delcaro Hrelja ed Enea Codacci, dal presidente del Consiglio cittadino, nonché direttore della locale SE, Corrado Ghiraldo, presenti i rappresentanti delle CI di Dignano e Gallesano.
Nel salutare gli ospiti, il sindaco Vitasović ha ricordato l’ottima collaborazione intercorrente tra Città e Consolato/Ambasciata, in campo culturale in primo luogo, e che si spera di incentivare in futuro. Nel fornire una sintetica carta d’identità, Vitasović ha ricordato i raggiungimenti nell’olivicoltura, settore nel quale è stato possibile raggiungere risultati importanti. Diriana Delcaro Hrelja ha voluto sottolineare il bilinguismo nel comprensorio. Belle parole da parte di S.E. Pierfrancesco Sacco: “Fin da subito ho sentito la sincerità nel dare il benvenuto all’Italia, che cerchiamo di rappresentare al meglio in una terra amica, la Croazia, dove c’è un’anima italiana. Come in Italia esiste un’anima croata per cui, in maniera così incrociata si può fare di più. Sono grato alle autorità locali che mostrano spirito di collaborazione con la realtà italiana”. L’attenzione della Città nei confronti delle CI di Dignano e Gallesano è stata confermata dal Console Bradanini: “La fama vi precede… la bella collaborazione e vicinanza mi è stata raccontata”.
Da Palazzo municipale a Palazzo Bradamante, dove Sandro Manzin, presidente dell’Esecutivo ha condotto gli ospiti in visita alla sede, poi, nella Sala della trifora i saluti del presidente del sodalizio, Livio Belci. E ancora una volta si è detto della tanta attività.
Visita ai maghi della Infobip
Ultima tappa, la futuristica sede di Infobip, Pangea, accolti dai titolari, Roberto e Silvio Kutić. Durante l’incontro, l’Ambasciatore ha colto l’occasione per mettere a parte i creatori di Infobip che sono stati nominati Cavalieri dell’Ordine della Stella d’Italia. Bellissimo il siparietto, sincero, tra Roberto e Silvio: “Chi? Ti?” – “Mah… non so”. Poi, alcuni minuti di disimpegno.
Una bellissima composizione floreale con i colori della bandiera italiana e i tradizionali grostoli per accogliere, nella sede comunitaria gallesanese, il Console Davide Bradanini, accompagnato dall’assistente Ileana Jančić. A fare gli onori di casa la presidente del sodalizio, Diriana Delcaro Hrelja e Pietro Demori, presidente della GE della CI. Ai saluti della presidente ha ribadito Bradanini: “Mi sento a casa perché siamo italiani, e non sono parole di forma. L’Italia è orgogliosa di quello che fanno gli italiani”. Nel prosieguo d’incontro, breve ma sentito, hanno gonfiato le vele della CI pure Tremul e Radin, che hanno sottolineato l’attività, l’importanza e l’omogeneità del sodalizio. Al quale va pure il merito storico nel rinnovo di UI negli anni ’80, come Tremul ha voluto ricordare. In chiusura visita alla Società agricola Chiavalon.

 

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