Sabbioncello. Un sogno che sta prendendo forma

Foto: Grgo Jelavic/PIXSELL

“Ponte, ponte delle mie brame…”. Tra un mese circa i cittadini della Regione di Ragusa e della Narenta, ovvero della Dalmazia meridionale potranno finalmente smettere di sognare: la costruzione del ponte che li collegherà al resto della Croazia sarà ultimata. Certo i lavori di rifinitura proseguiranno, ma almeno il grosso dell’opera sarà stato completato. Si creeranno così i presupposti per poter viaggiare via terra trea le due parti della Croazia (e dell’Unione europea) senza dover attraversare l’enclave di Neum ossia il territorio d’un altro Stato (la Bosnia ed Erzegovina, che non fa parte dell’UE).
A oggi, dei 165 segmenti in acciaio previsti, ne sono stati installati 134, per una lunghezza totale di 1.850 metri; mancano ancora 31 segmenti, ovvero 550 metri, per arrivare alla lunghezza totale di 2,4 chilometri e poter di conseguenza affermare che la Croazia è unita in tutte le sue parti.
Il ponte che collegherà la penisola di Sabbioncello (Pelješac) alla terraferma si trova in una zona sismica; la profondità del mare per tutta la sua lunghezza è di 27-28 metri. La zona inoltre è costantemente battuta dai venti. Dunque è stato necessario tenere conto di tutti questi dati do fatto per ideare una costruzione che fosse stabile e duratura. La soluzione prescelta è stata quella d’un ponte strallato, cioè con piloni in cemento armato su cui poggiano i segmenti in acciaio, ma che continuano anche in altezza e a cui sono ancorati gli stralli (cavi d’acciaio di vario spessore) che aiutano a sostenere i segmenti. Anni d’esperienza nelle zone sismiche hanno confermato che questo tipo di costruzione è la più stabile viste le condizioni che deve affrontare.
La realizzazione del progetto del ponte strallato i Sabbioncello è stata affidata alla China Road And Bridge Corporation (CRBC), che proprio tre anni fa ha dato inizio ai lavori. Che dovrebbero concludersi nell’ottobre prossimo. Come spiegato da Davor Perić, ingegnere delle Strade croate (Hrvatske Ceste), i costruttori cinesi si sono talmente impratichiti che, per installare (issare con due gru contemporaneamente, mettere in sito, saldare) uno dei segmenti in acciaio (di 220 tonnellate ognuno), dagli iniziali 10-11 giorni, sono arrivati a impiegare soltanto sette giorni. Sicché, la costruzione dovrebbe essere ultimata alla fine di luglio o nei primi giorni di agosto, in tempo per i festeggiamenti della Giornata della Vittoria e del Ringraziamento patriottico, ovvero dell’anniversario dell’operazione Tempesta.
La lunghezza del ponte una volta ultimato sarà di 2,440 chilometri, come stabilito fin dall’inizio, mentre la larghezza è stata ampliata rispetto al progetto iniziale. Infatti, da 14 metri si è passati a 21, dopo aver deciso di accogliere la richiesta delle Hrvatske Ceste di creare una corsia divisoria (di 2 metri), nonché di installare barriere frangivento su entrambi i lati.

Foto: Grgo Jelavic/PIXSELL

Il ponte di Sabbioncello è stato una chimera per anni; poi sono apparsi i primi progetti, in seguito altre variazioni, che non hanno mai visto la luce. I cittadini dell’area ragusea già stavano quasi per mettersi il cuore in pace. Però ora anche i più pessimisti possono sorridere: il ponte cresce di giorno in giorno. Naturalmente, a costruzione ultimata servirà effettuare i lavori di allestimento, ovvero asfaltare, installare l’illuminazione e la segnaletica, i guardrail e i frangivento, nonché 24 telecamere per il controllo della viabilità. Il che significa che tutto dovrebbe essere completato entro il 31 gennaio del 2022. Ma già ora si può ammirare la maestosità dell’opera, l’altezza di circa 60 metri più altri 40 dei piloni superiori. L’impressione è che, quasi per incanto, dal mare siano spuntati degli enormi punteruoli su cui poggiare una strada. Un’arteria da troppo tempo auspicata e che, come tale, sembrerà magari un sogno anche quando sarà
realtà.

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