Rožman: «Ci vuole lo spirito di gruppo anche sugli spalti»

Alle 17.30 il Rijeka contro l'Istra 1961 cerca il primo successo interno dopo quattro mesi di digiuno. La squadra allenata da SImon Rožman ha ritrovato serenità e risultati

Antonio Mirko Čolak sarà una costante minaccia per la porta di Josip Čondrić. Foto Goran Zikovic

Annunciando la partita di questo pomeriggio (17.30) contro l’Istra 1961 il tecnico del Rijeka, Simon Rožman, ha sottolineato ripetutamente due concetti, due elementi chiave per vincere. Ai suoi ragazzi il tecnico sloveno chiede di metterci lo stesso impegno e determinazione, lo spirito di gruppo che è venuto a crearsi nello spogliatoio e che si è concretizzato soprattutto al Poljud domenica scorsa. Dopo quel beneaugurante 4-0 Rožman chiede anche un’altra cosa: “Ci serve il sostegno da tutte le tribune”. Lo ha ripetuto nel corso dell’incontro con i media, dicendo qualcosa che potrebbe apparire scontato, ma che da un po’ di tempo a Rujevica non lo è. Il tifo è disunito da oltre un anno, da quando parte dell’Armada si è decisa allo sciopero. Revocata l’azione di protesta, l’Armada stessa si è ritrovata ridimensionata, con il resto dello stadio poco disposto a seguirla nei canti. Il 4-0 al Poljud può magari ricucire lo strappo?
La vittoria interna manca dal 3 agosto
Il Rijeka non vince in casa da tanto tempo, ovvero dal 3 agosto. Rožman non l’ha invece ancora fatto a Rujevica. L’occasione buona arriva domenica, in una gara che vede i fiumani indubbiamente favoriti sia da quello che si può vedere osservando la classifica che per la qualità complessiva dei giocatori. Non ci sarà lo squalificato Andrijašević, per cui nel ruolo di trequartista vedremo uno tra Pavičić e Puljić, che ultimamente hanno giocato poco. Ci sarà sicuramente Župarić, il quale ha già in tasca il biglietto per gli Stati Uniti, dove continuerà la carriera con la maglia del Portland. “È un grande professionista e lo è sempre stato”, dice di lui Rožman, che utilizzerà lo stopper domenica. Intanto, il suo ex collega di ruolo e con il quale ha spesso giocato in coppia, ha firmato a sua volta un contratto con una squadra americana. Roberto Punčec, che ha rescisso il contratto con il Rijeka una decina di giorni fa e da gennaio giocherà con la maglia del Kansas City.
“Abbiamo anche noi un debito verso i nostri tifosi in una stagione nella quale il Rijeka non è stato quello che tutti vorremmo. Avremo di fronte una squadra messa male in classifica, ma che non va sottovalutata. L’Istra 1961 le sue partite le ha quasi tutte perse di misura, subendo spesso nei minuti conclusivi”, spiega Rožman, che dovrà fare i conti con un avversario presumibilmente molto prudente, chiusa a riccio nella propria area. Ci si troverà in una posizione ben diversa da quella al Poljud, dove l’Hajduk ha dovuto per forza attaccare e scoprirsi così alle ripartenze dei fiumani. “Una squadra come la nostra, nella quale non manca la qualità, deve avere delle soluzioni sia nell’affrontare squadre offensive che quelle che assumono un atteggiamento più cauto. Abbiamo lavorato tanto nelle ultime settimane e credo che siamo arrivati a buon punto per poter affrontare entrambe le situazioni. La cosa su cui conto di più – ha ripetuto Rožman –, è lo spirito di gruppo. Se c’è quello non ho di che preoccuparmi. Mi rallegra il clima di mobilitazione che c’è nel club in vista di questa partita con l’Istra. Sono appena arrivato, ma ho capito che si tratta di un appuntamento particolarmente sentito. Abbiamo fatto dei grandi passi avanti e ne siamo consapevoli. Non sarà una partita facile e a decidere saranno nuovamente delle sfumature. Saranno determinanti il nostro atteggiamento e il modo in cui scenderemo in campo”.
Coppia di mediani tutta nuova
Davanti alla linea difensiva, sia con Kek prima che con Bišćan poi e con Rožman ora, il Rijeka schiera quasi sempre due mediani. Rispetto alla coppia che ha ricoperto questo ruolo a inizio stagione, composta da Lončar e Lepinjica, ora c’è quella con Capan e Halilović. Quest’ultimo, tra l’altro, è in gran forma, uno che sa dettare i ritmo e tenere palla quando è necessario. “C’è una certa concorrenza ed è bene che sia così. L’importante è che tutti si facciano trovare pronti quando arriva il loro turno per giocare. Abbiamo una rosa di venti giocatori che ce la stanno mettendo tutta”, ammette Rožman.
Ci sta provando anche Zoran Kvržić, che ha ripreso ad allenarsi, ma che per il momento il tecnico non intende ancora utilizzare: “Sta recuperando bene dopo l’infortunio, però al momento non è sicuramente il giocatore che conosciamo”.
Secondo il sondaggio del quotidiano Sportske novosti, Simon è stato il migliore allenatore della scorsa giornata di campionato, mentre Antonio Čolak il miglior giocatore. Se non segna offre comunque degli assist, come è avvenuto anche al Poljud, dove è stato uno dei protagonisti della marcia trionfale: “Stiamo assimilando il nuovo sistema di gioco e ora siamo più squadra. Il modo di giocare mi consente di trovarmi spesso nelle condizioni di lottare in attacco. È quello che mi piace fare di più. Importa poco se sono io a segnare o se lo fanno i miei compagni”.

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