Europarlamentari italiani respinti al confine croato-bosniaco: «Una provocazione»

“Una provocazione”. Queste il commento del ministro degli Interni croato, Davor Božinović, sul tentativo di Alessandra Moretti, Pietro Bartolo, Pier Francesco Majorino e Brando Benifei, quattro eurodeputati italiani eletti nelle file del Partito democratico (affiliati al Gruppo dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento europeo), di raggiungere il confine tra la Croazia e la Bosnia ed Erzegovina, accompagnati da alcuni giornalisti. A sventare il loro tentativo di sopralluogo sulla rotta balcanica dei migranti sono stati gli agenti della Polizia di frontiera croata di stanza nel bosco della Bojna. A nulla sono valse le proteste dei politici italiani, che si sono rivolti all’Ambasciatore croato a Roma, Jasen Mesić. Božinović ha rilevato che a “nessuno sarà permesso oltrepassare illegalmente la frontiera”. Ha affermato che la delegazione italiana non era lì in veste ufficiale e che “non poteva essere autorizzata a compiere un’azione illegale” (oltrepassare il confine in assenza di un valico di frontiera). “Si tratta dell’ennesimo tentativo di discreditare l’operato della polizia croata che continua a fare il suo dovere, ossia di vigilare sul rispetto delle leggi e sul confine”.
In un video postato sul sito dell’Avvenire gli europarlamentari hanno annunciato di voler pretendere delucidazioni. Successivamente Majorino ha informato il sito TPI che in serata la delegazione avrebbe comunque raggiunto Bihać, per procedere successivamente a una visita del campo di Lipa, nel quale sono ospitati i migranti. Il 29 e il 30 gennaio scorsi, nell’ambito della medesima iniziativa del Gruppo socialisti e democratici, l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio ha visitato il confine tra Italia e Slovenia alla frontiera di Fernetti.

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