Dopo l’ingresso a marzo nel gruppo Iskra, il cantiere navale 3. maj di Fiume sta affrontando una profonda ristrutturazione organizzativa. L’obiettivo entro la fine dell’anno è invertire la rotta ed uscire definitivamente dalla spirale delle perdite: il traguardo finale resta l’acquisizione di nuove commesse e il ritorno in utile, anche perché non ci saranno più sussidi né interventi da parte dello Stato.
A fare il punto è il presidente del Consiglio di amministrazione, Roko Vuletić, spiegando nell’intervista rilasciata all’Agenzia di stampa croata Hina come la nuova proprietà e la dirigenza abbiano ereditato una situazione gestionale complessa, con piani mensili che venivano realizzati con uno scostamento negativo dal 30 al 40 percento rispetto a quanto pattuito nei contratti. Da qui la necessità immediata di un piano di risanamento operativo e organizzativo per far ripartire la macchina produttiva.
L’obiettivo del primo anno
Vuletić sottolinea che il cantiere si trova ancora in una fase di gestione della crisi, con criticità persino più serie di quanto inizialmente preventivato. La priorità assoluta è ora la riorganizzazione e la razionalizzazione dei processi per accelerare al massimo i ritmi di produzione.
“Il primo semestre si è chiuso in perdita: gravano costi fissi immensi legati alle dimensioni dell’area, tra utenze, energia, concessioni, fino ai servizi di vigilanza, ai vigili del fuoco interni e alla manutenzione. Con i volumi di lavoro attuali, coprire queste uscite è difficilissimo”, ha evidenziato il presidente del Cda. “L’obiettivo prioritario del primo anno è raggiungere almeno il pareggio di bilancio operativo ed eliminare le perdite mensili. Non c’è più la rete di protezione statale ad azzerare i debiti”.
Attualmente, sullo scalo del 3. maj si sta lavorando alla nave da crociera polare Icon per il gruppo Scenic, il cui varo è previsto a metà dicembre, affiancata da diverse commesse minori. È invece in stand-by la costruzione di due navi da crociera fluviali a causa di modifiche normative sopraggiunte in Portogallo, Paese di destinazione delle imbarcazioni; l’avvio dei cantieri è comunque atteso entro la fine dell’anno.
La sfida dell’organico
Sul fronte dell’occupazione, con l’arrivo della nuova proprietà non ci sono stati licenziamenti, sebbene circa trenta dipendenti abbiano abbandonato lo stabilimento volontariamente.
Oggi il cantiere opera a meno di metà della propria capacità produttiva. Su 430 dipendenti totali, soltanto 130 sono maestranze di produzione, mentre circa 300 lavorano negli uffici tra amministrazione, acquisti, finanza e gestione. Manca personale operativo specializzato: saldatori, carpentieri, meccanici, tubisti, oltre a ingegneri navali, meccanici ed elettrotecnici. Per garantire la continuità dei lavori, il cantiere si avvale attualmente dell’apporto di 250 lavoratori esterni in subappalto.
“Per sostenere costi di struttura pensati per un cantiere di dimensioni ben maggiori, dobbiamo raddoppiare il carico di lavoro rispetto a quello attuale”, ribadisce Vuletić. Sul tavolo ci sono circa venti manifestazioni d’interesse e trattative per i prossimi anni riguardanti la costruzione di navi da crociera, bacini galleggianti, chiatte da trasporto e yacht di lusso.
Opportunità in Europa
Il mercato europeo della cantieristica navale è in crescita e i principali cantieri del Continente viaggiano a pieno regime, fattore che apre interessanti opportunità di collaborazione per il 3. maj. Tra i partner internazionali con cui il gruppo Iskra vanta accordi figurano colossi come Naval Group, Rheinmetall e Fincantieri, oltre a un cantiere turco e alla coreana Hyundai: se uno di questi player si aggiudicherà la commessa per le nuove corvette della Marina croata, le navi verranno costruite proprio a Fiume. Inoltre, il cantiere parteciperà con forti ambizioni alla gara d’appalto annunciata da Jadrolinija per la costruzione di tre traghetti da 100 metri.
Nei primi tre mesi di gestione Iskra sono stati già investiti due milioni di euro in attrezzature e liquidità corrente. Tra questi, 280mila euro sono stati destinati al ripristino di una gru danneggiata, ed è stato siglato l’acquisto di un moderno macchinario per il taglio dei metalli che entrerà in funzione a ottobre.
Infine, per abbattere la fattura energetica — una delle voci di spesa più pesanti dopo salari e subappalti — il 3. maj si prepara a installare un impianto fotovoltaico da 4 a 5 MW sui tetti delle officine, che verranno preliminarmente ristrutturati.
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