Rilevatori. Garantita la presenza delle etnie

Il Sabor ha approvato la Legge sul censimento dopo un burrascoso dibattito. Nell’ambito della maggioranza raggiunto un compromesso con i deputati minoritari

Al centro della foto i deputati del gruppo parlamentare delle minoranze Vladimir Bilek, Furio Radin e Veljko Kajtazi. Foto: Hina

Il prossimo censimento della popolazione si terrà in Croazia dal 1º aprile al 7 maggio 2021 e terrà conto della situazione esistente alla mezzanotte del 31 marzo. Lo prevede la Legge sul censimento approvata ieri dal Sabor con 72 voti a favore, quattro astenuti e 24 suffragi contrari. La Legge avrebbe dovuto essere approvata già la settimana scorsa, però la votazione era stata rinviata in quanto i deputati delle minoranze avevano fatto mancare il numero legale, insoddisfatti per il fatto che prima il governo e poi il Parlamento avevano bocciato i loro emendamenti, con i quali chiedevano l’introduzione della doppia madrelingua e il rispetto della quota proporzionale spettante alle etnie tra i rilevatori. Dopo una serie di consultazioni, ieri mattina, prima del voto in Aula, si è svolto un vertice della maggioranza di governo, che si è rivelato risolutivo. Alla fine infatti uno straccio d’accordo, seppure a fatica, è stato raggiunto, il che ha permesso subito dopo l’approvazione dell’importante normativa. Il capogruppo dell’HDZ, Branko Bačić, dopo il vertice della maggioranza, ha spiegato che il nodo della nazionalità dei rilevatori verrà risolto con le istruzioni che nel corso del mese di marzo verranno emanate dall’Istituto statale di statistica al quale spetta il compito di organizzare il censimento della popolazione. L’Istituto di statistica, ha assicurato il presidente del gruppo parlamentare dell’HDZ, terrà conto della presenza dei rilevatori appartenenti alle minoranze nazionali nei territori d’insediamento storico delle comunità nazionali. Spetterà ai presidenti delle Commissioni regionali assicurare sul campo il rispetto del requisito della nazionalità dei rilevatori, che, naturalmente, dovranno soddisfare anche a tutte le altre condizioni previste dalla Legge, ovvero il diploma di scuola media superiore, la conoscenza dell’informatica e la frequenza del corso per rilevatori. In altri termini si dovrebbe fare in modo che, là dove ciò sia possibile, siano i rilevatori appartenenti alle minoranze a censire la popolazione minoritaria nelle sue zone d’insediamento storico.
Un difficile compromesso
Questo compromesso ha permesso a tutti di compiere un passo indietro e di evitare una crisi al buio che in realtà nessuno probabilmente voleva. Il presidente del gruppo parlamentare delle minoranze, Vladimir Bilek, ha sottolineato dopo il vertice di maggioranza che i deputati minoritari hanno ottenuto determinate garanzie. Per quanto concerne il voto in Aula sulla Legge sul censimento, Bilek ha rilevato che ai parlamentari delle etnie è stata data facoltà di votare secondo coscienza. Secondo il presidente del gruppo parlamentare l’appoggio dei deputati minoritari alla coalizione di governo non è mai stato messo in forse: semplicemente si volevano ottenere delle garanzie in merito al censimento per assicurare la massima correttezza del rilevamento della popolazione. La cosa più importante, sempre secondo Bilek, è che non si dovrà attendere la fine dell’anno per l’emanazione degli atti di supporto, ovvero delle istruzioni relative alle modalità di svolgimento del censimento, bensì le istruzioni vincolanti saranno pronte già il mese prossimo.
Rilevazione elettronica
Da rilevare che la grande novità del rilevamento della popolazione in programma nel 2021 starà nella possibilità che, nella prima fase, quella dal 1º aprile al 10 aprile, venga effettuato direttamente dai cittadini interessati per il tramite del sistema elettronico e-Građani, ossia e-Cittadini. Appena in seguito, dal 16 aprile al 7 maggio, scenderanno in campo i rilevatori. Per lo svolgimento del censimento verranno stanziati dall’erario 177,3 milioni di kune.
Come già una settimana fa il dibattito che ha preceduto le operazioni di voto al Sabor è stato a dir poco burrascoso, con esternazioni spesso ai limiti del buon gusto e richiami su base nazionale. In una ventina di minuti il presidente del Sabor, Gordan Jandroković, ha affibbiato ben sette ammonizioni ai deputati.
Attacchi virulenti
il più scatenato è stato il sovranista Hrvoje Zekanović, il quale ha invitato l’opposizione a non partecipare a quello che ha definito uno “spettacolo”, per vedere se la “coalizione mercantile croato-serba” sia in grado di reggere, ovvero se i deputati delle minoranze faranno la loro parte, oppure verrà meno l’intesa tra il premier Andrej Plenković e il parlamentare serbo Milorad Pupovac. Neppure Božo Petrov del Nost ha voluto essere da meno, sostenendo che determinati esponenti politici chiedono al censimento alcuni diritti per le loro minoranze in Croazia che non esistono nelle rispettive Nazioni madri. Nella fattispecie Petrov ha rinfacciato a Pupovac che se gli stesse a cuore la minoranza serba in Croazia allora s’impegnerebbe perché gli appartenenti alle minoranze in Serbia abbiano gli stessi diritti. Gli esponenti del Most hanno tirato in ballo anche il vicepresidente del Sabor e deputato della CNI, Furio Radin, che è stato costretto a rispondere per le rime. Petrov e Grmoja hanno sostenuto che il premier avrebbe promesso a Radin che il governo avrebbe dato alle etnie ciò che chiedevano sotto forma di atti di supporto. Il deputato della CNI ha ribattuto di aver visto il premier soltanto oggi (ieri per chi legge) e di non aver mai affermato in precedenza che c’erano state delle promesse. Per tale motivo ha chiesto un’ammonizione per Petrov, in quanto colto a mentire. I toni si sono fatti talmente esasperati in Aula da spingere il presidente del Sabor a sbottare: “Questo è diventato un circo”.
«Folclore nazionalistico»
Il socialdemocratico Arsen Bauk alla fine ha condannato tutte le esternazioni che di fatto sono state una forma di oltraggio su base nazionale, avvertendo che “il folclore nazionalistico in Aula è fuori luogo”. Bauk ha anche chiesto alla maggioranza di governo di spiegare come abbia risolto il braccio di ferro sugli emendamenti alla Legge sul censimento. Il capogruppo dell’HDZ, Branko Bačić, ha ribadito in questo contesto che la Legge approvata è in linea con quelle che hanno regolato i censimenti precedenti: “Nessun diritto non è stato ridotto o aumentato rispetto alle Legge dei decenni passati. Ogni attacco da parte dell’opposizione è ingiustificato e rappresenta soltanto un tentativo, che peraltro non avrà successo, di seminare zizzania nelle file della maggioranza di governo.
Il leader della minoranza serba, Milorad Pupovac, ha dichiarato, a margine della riunione del Sabor, che le comunità nazionali insistono a definire con chiarezza le modalità di svolgimento del censimento perché, a differenza di dieci anni fa, oggi c’è nella società molto più odio e un clima maggiore di violenza nei confronti delle etnie; e anche al Sabor c’è meno tolleranza.

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