RIjeka-Hajduk, che derby!

Tutto esaurito stasera allo stadio di Rujevica (ore 19) per la sfida tra fiumani e spalatini

Franko Andrijašević torna a Rujevica proprio nella partita più sentita dia tifosi

Il tempo di fare proclami è finito, ora la parola passa al campo. Dopo la sosta per gli impegni della nazionale, torna di scena il campionato di Prima Lega, che propone una delle classiche del calcio croato: il derby dell’Adriatico numero 154 tra Rijeka e Hajduk. Si gioca stasera (ore 19) a Rujevica.
L’Hajduk sta attraversando un momento positivo, però non è diventato improvvisamente uno spauracchio. Si gioca a Fiume e, come ha fatto notare giorni fa anche il grande ex Filip Bradarić (arrivato a Spalato in prestito dal Cagliari), a Rujevica nessuno può ritenersi favorito ad eccezione del Rijeka. Dunque, non rimane che rimboccarsi le maniche, credere nelle proprie possibilità e cercare di ottenere un risultato positivo, possibilmente la vittoria.
”Sappiamo benissimo che importanza abbia questa partita per la società e per i tifosi – osserva l’allenatore Igor Bišćan –. Affrontiamo la prima della classe, una squadra in crescita. Dopo gli impegni in Europa, la sosta in campionato ci è servita per recuperare energie fisiche e mentali. Abbiamo fiducia nelle nostre possibilità e siamo convinti di poter disputare una buona gara. Con il sostegno dei nostri tifosi credo che alla fine potremo festeggiare”.
Nelle ultime sei partite il Rijeka ha ottenuto soltanto una vittoria e pertanto c’è bisogno di fare un’inversione di rotta, oltre che mandare un chiaro segnale alla concorrenza. “Sì, non abbiamo vinto più di tanto, ma nemmeno perso. Anche se poi la matematica dice che, a conti fatti, è meglio una vittoria e una sconfitta che due pareggi – precisa il tecnico –. Non posso negare il fatto che una certa pressione psicologica la si avverte. La situazione in classifica è un po’ deficitaria e di conseguenza abbiamo l’imperativo della vittoria. Siamo consapevoli che un altro mezzo passo falso, o magari una sconfitta, ci farebbe perdere l’autostima, oltre che creare inevitabilmente qualche malumore”.
Stasera il Rijeka si presenterà in campo con la novità Franko Andrijašević. Ma i problemi per Bišćan non mancano di certo. “Andrijašević è sicuramente un rinforzo di peso, uno che può farci fare il salto di qualità. Giocherà sicuramente, anche se non so quanta autonomia abbia al momento. Gli servirà un po’ di tempo per raggiungere la condizione ottimale, ma anche così può darci una mano. Raspopović e Kvržić sono ancora in dubbio, così come Čolak, mentre Punčec è squalificato. Šimić? Penso che sarà a disposizione. Sinceramente, non so ancora se cambierò o meno il modulo tattico, dipenderà anche dalla condizione dei rispettivi giocatori. In ogni caso, in alcuni reparti abbiamo l’imbarazzo della scelta e di conseguenza ho più soluzioni di manovra”.
Il giovane mediano Ivan Lepinjica, diventato con il tempo un pilastro insostituibile nello scacchiere di Bišćan.  afferma che “le partite con l’Hajduk sono sempre particolari per una serie di motivi. Abbiamo lavorato sodo nelle ultime due settimane e credo che siamo pronti. Colgo l’occasione per invitare i nostri tifosi a sostenerci sino in fondo. Con il sostegno dalle tribune avremo una marcia in più, necessaria per raggiungere l’obiettivo dei tre punti in palio”.
Burić, parole al miele per i fiumani
Damir Burić, alla guida dell’Hajduk da quest’estate, viene indicato come uno degli allenatori più obiettivi in Croazia. E anche stavolta non si smentisce, usando parole al miele per il Rijeka. “Parliamo di una squadra che gioca insieme da molto tempo e che si conosce benissimo in campo. I fiumani sono bene organizzati in difesa e ti concedono davvero poco. Hanno travolto l’Aberdeen e poi sono usciti per un niente con il Gent. Inoltre sono vicecampioni in carica e detentori della coppa nazionale. Credo che sono cose che non possiamo assolutamente trascurare. In quanto a noi, dobbiamo esprimerci a buonissimi livelli, senza accusare cali di tensione. Sappiamo bene quale sia il nostro obiettivo e faremo il possibile per raggiungerlo. In allenamento vedo molta determinazione ed entusiasmo, e perciò sono ottimista”.

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