Rifiuti tossici, Plenković: «La protesta non cambierà i tempi della bonifica»

La visita arriva a tre giorni dalla grande manifestazione di protesta in programma a Zagabria contro i ritardi nella gestione dell'emergenza ambientale. L'iniziativa «Gospić è casa nostra» accusa il governo di voler limitare il danno politico

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Rifiuti tossici, Plenković: «La protesta non cambierà i tempi della bonifica»
L'arrivo del premier Andrej Plenković a Gospić. Foto: Sanjin Strukic/PIXSELL

La bonifica dei rifiuti pericolosi di Gospić andrà avanti indipendentemente dalla protesta annunciata per sabato 5 settembre a Zagabria. È questo il messaggio più netto arrivato oggi, mercoledì 2 settembre, dal primo ministro Andrej Plenković, al termine dell’incontro avuto a Gospić con le istituzioni competenti e le autorità locali sulla gestione dei rifiuti illegalmente depositati nell’area di PPK Velebit.

“Questo problema sarà risolto indipendentemente dalla protesta. Questo è il punto”, ha detto Plenković, sottolineando che le procedure amministrative sono già state avviate e che una manifestazione non potrà modificarne la tempistica.

Il governo, ha assicurato il premier, comprende la preoccupazione degli abitanti di Gospić e dell’intera Regione della Lika e di Segna, ma ritiene che la strada per risolvere il problema sia quella già intrapresa dalle autorità, non quella della mobilitazione di piazza.

Il primo intervento sarà la copertura dei rifiuti interrati. Secondo Plenković, il sito dovrebbe essere coperto entro il 12 o 13 ottobre, “e forse anche prima”, in base alla rapidità con cui lavorerà l’impresa incaricata. I contratti dovrebbero essere firmati entro dieci giorni, mentre l’intervento di copertura dovrà essere realizzato nel più breve tempo possibile, entro un massimo di 30 giorni.

La copertura non è però la soluzione definitiva. Il suo obiettivo immediato è impedire che l’acqua piovana attraversi il materiale depositato e che eventuali sostanze nocive possano raggiungere il terreno carsico. Parallelamente dovrà procedere la rimozione dei rifiuti contenuti nei sacchi.

Su questo punto Plenković ha ricordato che esiste un termine previsto dalla legge di sei mesi, ma ha aggiunto che, secondo gli esperti del Fondo per la protezione ambientale, l’operazione potrebbe essere completata anche prima.

“Non significa che ci si fermerà o che si rinuncerà alla rimozione definitiva”, ha spiegato il premier a proposito della copertura temporanea. “Non esiste un mago che, fuori dalle procedure di gara pubblica, possa portare via i rifiuti con un hocus-pocus e farli sparire con un solo gesto”.

Via tutto da Gospić

Il piano di risanamento, ha ribadito Plenković, prevede l’allontanamento dei rifiuti dall’area di Gospić, la loro selezione e il successivo smaltimento secondo la loro natura.

Non tutte le circa 33.000 tonnellate presenti sul sito, ha precisato, devono necessariamente essere considerate rifiuti pericolosi: una parte del materiale è mescolata con il terreno. Sarà quindi la fase di selezione a stabilire quale quantità dovrà essere classificata come pericolosa.

I rifiuti pericolosi saranno destinati a impianti di trattamento, compresi inceneritori all’estero, mentre quelli non pericolosi seguiranno le normali procedure di smaltimento. Anche per i rifiuti presenti nei silos il Fondo per la protezione ambientale sta predisponendo valutazioni, un piano di intervento e una procedura per l’affidamento dei lavori.

È proprio sulla protesta di sabato a Zagabria che Plenković ha voluto essere particolarmente chiaro. Il premier ha detto di comprendere le preoccupazioni della popolazione, ma ha respinto l’idea che la manifestazione possa accelerare la rimozione dei rifiuti.

Secondo Plenković, infatti, il governo e le autorità competenti stanno già procedendo con gli interventi previsti e la tempistica dipenderà dalle procedure tecniche e amministrative, non dalla protesta.

Il premier ha inoltre accusato parte dell’opposizione di cercare di trasformare la vicenda in uno strumento politico, parlando di una presunta “strategia della creazione del caos”. Ha criticato anche l’interruzione della seduta della Commissione parlamentare per la protezione dell’ambiente tenutasi a Gospić ad agosto, sostenendo che l’opposizione avrebbe perso interesse nel confronto istituzionale dopo che il governo aveva presentato un piano concreto di intervento.

Non è invece intervenuta all’incontro di mercoledì l’iniziativa civica “Gospić je naš dom” (“Gospić è la nostra casa”), che aveva chiesto un incontro con il premier dopo la protesta. Plenković ha definito la loro assenza una scelta dell’iniziativa, ricordando che i suoi rappresentanti avevano già incontrato alcuni ministri alla fine di luglio.

Il nodo dell’acqua

Resta centrale anche la questione della sicurezza dell’acqua potabile, particolarmente sentita dalla popolazione locale. Plenković ha ribadito che gli esami effettuati finora dall’Istituto croato di sanità pubblica non hanno evidenziato un’influenza negativa dei rifiuti sulla qualità dell’acqua della rete pubblica.

“Il problema esiste. Viene risanato. Chi è responsabile risponderà penalmente”, ha sintetizzato il premier, ricordando che è in corso anche un procedimento penale nei confronti dei responsabili.

Sul piano delle responsabilità politiche e amministrative, Plenković ha inoltre sostenuto che l’autorizzazione al deposito dei rifiuti in quell’area non era stata rilasciata a livello statale, ma regionale, mentre l’Ispettorato statale aveva successivamente annullato tali provvedimenti.

La linea del governo, dunque, è tracciata: mettere in sicurezza il sito nel più breve tempo possibile, rimuovere progressivamente i rifiuti e procedere al loro trattamento. La protesta di sabato, secondo Plenković, non cambierà questa tabella di marcia. Il punto, ora, sarà verificare quanto rapidamente gli impegni annunciati si tradurranno in interventi concreti.

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