Rifiuti tossici in Lika, Milanović valuta di interrompere la pausa estiva del Parlamento

Il presidente della Repubblica potrebbe convocare una seduta straordinaria per discutere delle conseguenze ambientali e sanitarie dello smaltimento illegale

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Rifiuti tossici in Lika, Milanović valuta di interrompere la pausa estiva del Parlamento
Il presidente della Repubblica, Zoran Milanović. Foto: Igor Soban/PIXSELL

Il presidente della Repubblica, Zoran Milanović, sta valutando la possibilità di convocare una seduta straordinaria del Sabor (il Parlamento di Zagabria, ndr) sul caso dei rifiuti pericolosi abbandonati illegalmente in Lika. Una decisione che interromperebbe di fatto la pausa estiva dei deputati e riporterebbe la vicenda al centro del confronto politico nazionale.

Secondo quanto riferisce Novi list, se dovesse procedere, Milanović dovrebbe formulare personalmente la proposta di conclusioni sulla quale il Parlamento sarebbe chiamato a discutere. L’ipotesi arriva mentre maggioranza e opposizione si preparano a muoversi su fronti diversi.

La maggioranza fa quadrato, l’opposizione prepara la sfiducia

Martedì 11 agosto la maggioranza parlamentare, dopo un incontro con il premier Andrej Plenković, ha mostrato compattezza. Venerdì 14 agosto, invece, l’opposizione di centrosinistra e liberal-democratica si riunirà a Gospić su iniziativa del presidente dell’SDP Siniša Dončić.

L’obiettivo dell’incontro è mettere a punto un’iniziativa comune per chiedere un voto di sfiducia nei confronti del governo. Nello stesso giorno si riunirà anche la commissione parlamentare per la protezione dell’ambiente, che discuterà proprio del caso dei rifiuti smaltiti illegalmente in Lika.

Most corre da solo

Il partito conservatore Most ha deciso di non partecipare alla riunione convocata dal resto dell’opposizione. La formazione ha già preparato una propria mozione di sfiducia al governo e l’ha inviata a tutti i gruppi parlamentari.

“Sarebbe corretto che l’opposizione agisse insieme, dopo che il nostro Troskot ha scoperto lo scandalo e Most è stato il primo a proporre il voto di sfiducia al governo. Tuttavia, hanno scelto la loro strada e stanno portando avanti la loro coalizione”, ha dichiarato il presidente di Most, Nikola Grmoja.

Il partito tenterà ora di raccogliere le firme necessarie per la propria iniziativa. Se non dovesse riuscirci, Most ha già fatto sapere che parteciperà al dibattito sulla mozione dell’SDP e voterà a favore della sfiducia.

Tra le accuse rivolte al governo ci sono la mancanza di un intervento tempestivo e coordinato da parte delle autorità competenti e un’informazione insufficiente nei confronti dell’opinione pubblica.

Il voto sulla fiducia potrebbe slittare all’autunno

Le possibilità che Most riesca a raccogliere le firme di un quinto dei deputati, necessarie per inserire la propria proposta nell’ordine del giorno, sono considerate ridotte. Più probabile, quindi, che sia l’iniziativa dell’SDP a entrare nell’iter parlamentare.

Il presidente del Sabor, Gordan Jandroković, potrebbe inserirla nell’ordine del giorno già il primo giorno della sessione autunnale. Poiché la votazione deve avvenire entro un mese dalla presentazione della richiesta, il dibattito sulla fiducia al governo potrebbe arrivare soltanto a metà ottobre.

Un calendario che potrebbe però cambiare se Milanović decidesse di convocare una seduta straordinaria durante la pausa estiva. Una possibilità che alcuni esponenti dell’opposizione, tra cui Grmoja e Marija Selak Raspudić, gli hanno chiesto pubblicamente di prendere in considerazione. Non sarebbe però una seduta per sfiduciare il governo.

Dall’Ufficio del presidente filtra intanto la conferma ufficiosa che Milanović sta effettivamente valutando la convocazione straordinaria, ma non per mettere ai voti la sfiducia al governo.

Al Pantovčak ritengono infatti che una simile iniziativa rappresenterebbe un coinvolgimento eccessivo del presidente della Repubblica nei rapporti politici tra i partiti. L’ipotesi considerata più probabile è invece quella di una seduta dedicata alle conseguenze dello smaltimento illegale dei rifiuti sull’ambiente e sulla salute delle persone, in Lika e nelle altre aree della Croazia interessate dal problema.

Milanović aveva già fatto ricorso a una procedura simile nel 2023, quando convocò una seduta straordinaria del Parlamento sulla crisi legata allo sciopero nella giustizia e sul cosiddetto scandalo “gas for cent”.

Il Movimento patriottico (DP): «Il governo deve reagire»

Sul caso dei rifiuti è intervenuto anche il Domovinski pokret, il Movimento patriottico, componente della maggioranza di governo. Lunedì il presidente del partito Ivan Penava aveva chiesto una reazione urgente alla situazione in Lika.

Il giorno successivo il segretario generale Mladen Barać ha riferito che Plenković, durante l’incontro con i partner della coalizione, ha illustrato un piano per la bonifica dell’area.

Secondo Barać, entro due settimane dovrebbe partire la procedura negoziata diretta per individuare l’impresa incaricata della bonifica.

“Il DP, come partner fondamentale del governo e come partito autonomo, ha l’obbligo di comunicare pubblicamente le proprie posizioni. Riteniamo che non debba crearsi l’impressione che l’opposizione sia più impegnata della maggioranza su una questione così importante”, ha affermato Barać.

Il caso della Lika rischia così di trasformarsi sempre più in un banco di prova politico per il governo Plenković. Da una parte la maggioranza cerca di mostrare compattezza e di presentare un piano per la bonifica; dall’altra l’opposizione punta a trasformare la gestione dei rifiuti pericolosi in una questione di responsabilità politica, mentre il presidente Milanović valuta se riportare il tema direttamente nell’aula del Parlamento.

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