«Sui rifiuti sistema inerme, ora si muove il popolo»

La replica dell'iniziativa civica «Gospić è casa nostra» dopo le parole del premier: «Ci avete ignorato per 18 mesi. Ora ci chiedete di sederci al tavolo tre giorni prima della protesta»

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«Sui rifiuti sistema inerme, ora si muove il popolo»
Foto: Zvonimir Barisin/PIXSELL

L’iniziativa civica “Gospić è casa nostra” (“Gospić je naš dom”) ha reagito duramente alle parole del premier Andrej Plenković, oggi a Gospić per cercare di risolvere il problema dei rifiuti tossici stoccati in Lika, contestando soprattutto l’accusa implicita secondo cui la protesta avrebbe una componente politica e sostenendo che i cittadini avrebbero cercato per mesi un confronto diretto con il governo.

“18 mesi dopo e tre giorni prima della protesta”, è l’incipit della nota diffusa dall’iniziativa, che ricorda di aver scritto per quattro volte a Plenković dall’esplosione dello scandalo, chiedendo un incontro.

“18 mesi non avete nemmeno risposto e ora ci rispondete in questo modo”, accusano i cittadini, respingendo l’idea che siano loro a dover spiegare le proprie ragioni al governo.

Secondo l’iniziativa, inoltre, l’attuale accelerazione degli interventi dimostrerebbe proprio l’effetto della mobilitazione popolare. “Nulla è cambiato se non una cosa: avete percepito quante persone scenderanno in strada il 5 settembre”, si legge nel comunicato.

“I rifiuti sono gli stessi, i risultati delle analisi sono gli stessi, le leggi sono le stesse”, prosegue la nota. Da qui la conclusione: “Il sistema non ha funzionato per conto suo, ma perché il popolo ha detto: basta”.

Il nodo della copertura

Uno dei punti più contestati resta la decisione di coprire temporaneamente i rifiuti interrati. Per il governo si tratta di una misura urgente per evitare il possibile dilavamento delle sostanze nocive durante le precipitazioni, in attesa della rimozione definitiva.

Per l’iniziativa, invece, la copertura non può essere presentata come una soluzione al problema.

“Coprirli a causa della pioggia, tre anni dopo, non significa risolvere il problema dei rifiuti pericolosi sepolti nel terreno carsico della Lika”, sostengono i cittadini, chiedendo semplicemente alle autorità di applicare le leggi.

Lo scontro, dunque, non riguarda soltanto le modalità tecniche della bonifica. Da una parte il governo sostiene che le procedure siano finalmente partite e che la protesta non possa modificarne il calendario; dall’altra i cittadini sostengono che proprio la pressione esercitata dalla mobilitazione abbia costretto le istituzioni ad accelerare.

E mentre sabato la protesta porterà a Zagabria cittadini provenienti dalla Lika e non solo, il governo insiste sulla propria linea: la bonifica proseguirà, con o senza manifestazioni. “Il problema esiste. Viene risanato. Chi è responsabile risponderà penalmente”, ha ribadito Plenković.

La partita, però, è tutt’altro che chiusa.

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