Rifiuti tossici e PFAS, Gospić scende in piazza: «Hanno avvelenato la Lika»

Centinaia di cittadini protestano contro l’emergenza ambientale. Nuove analisi avrebbero rilevato le «sostanze chimiche eterne» nelle acque sotterranee

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Rifiuti tossici e PFAS, Gospić scende in piazza: «Hanno avvelenato la Lika»
Foto: Hrvoje Kostelac/PIXSELL

Centinaia di cittadini sono scesi oggi, domenica 16 agosto, in piazza a Gospić per protestare contro la presenza di rifiuti pericolosi in Lika e chiedere risposte alle autorità sulla possibile contaminazione dell’ambiente. Il raduno è iniziato alle 9.30 in piazza Stjepan Radić, mentre alle 10 l’organizzatore Ante Franić ha aperto la manifestazione con il discorso introduttivo.

Alla protesta hanno partecipato anche alcuni esponenti politici, tra cui la deputata al Sabor Dalija Orešković, Karolina Vidović Krišto del partito Odlučnost i pravednost e il consigliere comunale di Zagabria Tomislav Jonjić.

Sui cartelli esposti durante la manifestazione si leggevano messaggi molto duri: “Hanno tradito la Lika e l’hanno avvolta nel nero”, “Hanno avvelenato l’acqua, il suolo e l’aria” e “Se salviamo la Lika, allora abbiamo salvato anche la Croazia”.

A organizzare la protesta è stato Mile Ilić, che nei giorni scorsi aveva lanciato un appello ai cittadini. “Gospić, Otočac, Udbina, Perušić, Gračac, è tutto contaminato”, aveva dichiarato, descrivendo la Lika come circondata da un “anello del male”. Un allarme che, secondo gli organizzatori, rischia di trasformare il territorio in una “terra bruciata” e in una natura “morta, inutilizzabile”.

A riaccendere le preoccupazioni sono stati anche i risultati di un’analisi commissionata dall’USKOK nel 2024 nell’ambito dell’indagine sulla famiglia dell’imprenditore Šincek. Il documento avrebbe rilevato la presenza di PFAS, le cosiddette “sostanze chimiche eterne”, nelle acque sotterranee a valle dell’area dove per anni sono stati depositati rifiuti.

Secondo le informazioni diffuse in precedenza, nell’area sarebbero state accumulate circa 37mila tonnellate di rifiuti provenienti da Italia e Slovenia, oltre a rifiuti sanitari provenienti dagli ospedali croati. La bonifica avrebbe finora interessato circa il 10 per cento del materiale, mentre per la parte restante, considerata la più problematica, si attende ancora la documentazione tecnica necessaria.

Il ministero dell’Ambiente e il Fondo per la protezione dell’ambiente hanno assunto la responsabilità della bonifica. Il primo bando per lo smaltimento di circa 4.500 tonnellate di rifiuti pericolosi stoccati all’aperto è andato deserto. È stato quindi pubblicato un nuovo bando e il ministero ha avviato contatti con 60-70 operatori stranieri potenzialmente interessati.

Il governo, tuttavia, rassicura sulla qualità dell’acqua potabile. La ministra dell’Ambiente Marija Vučković ha dichiarato che l’acqua di Gospić e dei territori circostanti è sicura e che tutti i parametri analizzati risultano al di sotto dei limiti previsti. Sono comunque previsti ulteriori controlli sulle acque sotterranee e nuovi pozzi di monitoraggio.

Intanto il caso approda anche in Parlamento. La seduta straordinaria del Comitato per la tutela dell’ambiente e della natura, prevista inizialmente per oggi, è stata rinviata a lunedì 17 agosto a causa del grave incendio nell’area di Almisa (Omiš). Alla riunione è prevista anche la partecipazione del procuratore generale Ivan Turudić e delle ministre Marija Vučković e Irena Hrstić. Sul tavolo anche la proposta di un’audizione pubblica con i responsabili della bonifica e le autorità locali.

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