Dopo quasi due mesi, il vertice dell’Hdz) torna a riunirsi in presenza e Andrej Plenković sceglie di affrontare subito il tema che nelle ultime settimane ha messo sotto pressione il governo: l’emergenza dei rifiuti illegalmente abbandonati. Il premier, al termine della riunione con la Presidenza dell’Hdz e il Comitato nazionale, ha commentato il grande corteo di protesta di sabato scorso a Zagabria e i nuovi risultati delle perizie disposte dall’USKOK sui siti di Varaždin e Gospić.
“La protesta è stata un’espressione della preoccupazione e della paura dei nostri cittadini. Comprendiamo la protesta, l’abbiamo ascoltata. Gli organi competenti stanno lavorando e cercando di garantire la bonifica”, ha detto Plenković, assicurando che le operazioni a Gospić saranno accelerate.
«Vogliamo rimuovere i rifiuti da Gospić il prima possibile»
Il premier ha ricordato il piano approvato la scorsa settimana proprio a Gospić, che prevede la copertura dei rifiuti, il loro trasporto e una valutazione preliminare delle modalità di smaltimento.
“Tutte queste attività saranno accelerate. Faremo il possibile per rimuovere i rifiuti da Gospić nel più breve tempo possibile”, ha assicurato.
Le dichiarazioni arrivano poche ore dopo la pubblicazione dei risultati delle perizie ordinate dall’USKOK, che hanno evidenziato forme di contaminazione nelle aree interessate dallo smaltimento illegale dei rifiuti. A Divoselo, nei pressi di Gospić, nelle acque sotterranee sono state rilevate elevate concentrazioni di microplastiche e delle cosiddette sostanze chimiche eterne. A Varaždin, nell’area dell’ex fabbrica Mundus, le analisi hanno invece evidenziato microplastiche, metalli pesanti e batteri patogeni.
Secondo gli esperti, i rifiuti presenti a Varaždin continueranno a rappresentare un carico per l’ambiente fino a quando non saranno rimossi e il terreno contaminato non verrà bonificato.
«L’acqua è sicura da bere»
Il premier ha accolto con favore la pubblicazione delle perizie, ma ha cercato di rassicurare la popolazione sul fronte più delicato, quello dell’acqua potabile.
“Accogliamo con favore la trasparenza di questi rapporti, ma confermano anche che l’acqua è sicura da bere”, ha dichiarato.
Plenković ha poi annunciato un intervento sul piano legislativo. Giovedì il ministro della Giustizia Damir Habijan presenterà le modifiche al Codice penale relative ai reati contro l’ambiente. Parallelamente, il ministero dell’Ambiente sta preparando modifiche alla normativa sulla gestione dei rifiuti, con l’obiettivo di introdurre un nuovo sistema.
“La Croazia esporta più rifiuti di quanti ne importi”, ha sottolineato il premier, aggiungendo che il governo esaminerà anche nuove iniziative per rafforzare il sistema di gestione.
“I rifiuti saranno rimossi. Non c’è tuttora alcun pericolo per l’acqua potabile. Il messaggio politico è altrettanto fermo e chiaro”, ha ribadito.
Il nodo dei tempi e della destinazione dei rifiuti
Rispondendo alle domande dei giornalisti, Plenković ha affrontato anche il problema più immediato: come e dove trasferire i rifiuti accumulati nell’area di Gospić.
“Oggi abbiamo tenuto una riunione in cui abbiamo parlato del trasporto dei rifiuti. In questo momento nessuno può stabilire con precisione quanto e quale tipo di rifiuti ci siano, ma vogliamo liberare gli abitanti di Gospić da questo problema”, ha spiegato, ricordando che alcune delle decisioni iniziali erano state adottate dalle autorità regionali.
Il governo punta a rispettare il termine indicativo di tre mesi per l’operazione, definito dallo stesso Plenković “ambizioso, ma possibile”. L’ipotesi è trasferire temporaneamente tutti i rifiuti di Gospić in un’altra località della Croazia, ancora da individuare, per effettuare successivamente una selezione e stabilire con precisione quali materiali siano pericolosi e quali invece non lo siano.
Un piano che, però, rischia di incontrare nuovi ostacoli. A Zaprešić, vicino a Zagabria, è infatti esplosa la protesta dei residenti dopo la notizia che la società Tabak Grupa avrebbe intenzione di portare in città rifiuti non pericolosi provenienti da Gospić. Di fronte alla mobilitazione, l’azienda potrebbe rinunciare all’operazione.
«Non abbiamo reagito in ritardo»
Il premier ha respinto anche le accuse rivolte al governo per una presunta risposta tardiva all’emergenza.
“Non direi che abbiamo reagito in ritardo”, ha affermato Plenković, secondo il quale le istituzioni sono intervenute non appena è emerso che nell’area si stavano compiendo attività illegali.
“Forse ci vorrebbe un po’ meno paura e un po’ meno panico”, ha aggiunto.
Il piano complessivo di bonifica, ha annunciato, dovrebbe essere presentato entro le prossime tre settimane.
“Quando le autorità competenti della Repubblica di Croazia hanno capito che lì si stava facendo qualcosa di illegale, le istituzioni hanno reagito. Non siamo rimasti a dormire”, ha detto il premier.
Il messaggio agli abitanti di Gospić
Plenković ha voluto infine rivolgersi direttamente agli abitanti di Gospić, ricordando le visite e gli incontri avuti sul territorio.
“A i cittadini di Gospić diciamo che siamo stati a Gospić, che ci andiamo con rispetto. Molti hanno risposto all’invito all’incontro di mercoledì scorso. Un incontro simile lo avevamo organizzato anche alcuni mesi fa. C’erano il presidente della Regione, i sindaci e i rappresentanti della Lika, ma allora nessuno ha menzionato i rifiuti nemmeno una volta”, ha affermato.
Sul fronte dei controlli, infine, il premier ha annunciato che già questa settimana potrebbe essere nominato il nuovo ispettore statale, figura destinata ad avere un ruolo importante nella verifica delle operazioni e nel controllo del rispetto delle norme ambientali.
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