É un argomento sul quale non si poteva glissare. Il consueto incontro mensile del presidente della Regione istriana, Boris Miletić con i mass media si è soffermato, sulla faccenda attualmente più bollente a livello nazionale e regionale: lo smaltimento illecito di rifiuti “importati”. Sta di fatto che le domande rivolte dai rappresentanti della stampa sono entrate direttamente nel campo minato dell’immondizia esplosiva a più livelli di gestione politico-governativa. “Quanto sta succedendo sul territorio della Regione istriana – così il leader regionale – in riferimento alle proteste in direzione della Fabbrica cementi di Valmazzigìnghi e del Centro regionale di smaltimento rifiuti di Castion va preso in considerazione. Tra le attività da noi intrapprese vi è la seduta tematica a livello di Assemblea regionale nella quale i consiglieri hanno dichiarato di non accettare che una parte del pattume di Gospić finisca scaricato nell’impianto della Holcim di Valmazzinghi. D’altra parte c’è stata istituzione del team di lavoro, formato da professionisti, esperti di questo campo specifico, e dai presidenti dei club partitici rappresentati in Assemblea. La loro prima riunione ha sortito la decisione di richiedere e ottenere – nell’arco di cinque giornate lavorative – da tutte le parti coinvolte nella voluta manovra di trasloco dei rifiuti in penisola, informazioni chiare e dettagliate circa la composizione dei contingenti, nonché alle emissioni e immissioni di sostanze sul territorio della fabbrica, per poi comunicare ogni aspetto, apertamente al largo pubblico”.
Comunicazione diretta e tempestiva
Dopo richiesta di commento aggiuntivo circa le proteste dei cittadini a Valmazzinghi, Miletić ha detto di “comprendere da un lato” la preoccupazione dei cittadini, conscio che “tutti noi qui residenti, che respiriamo la medesima aria, ci teniamo eccome che la sua qualità sia di prima categoria, così come finora attestato da monitoraggi ufficiali”. D’altra parte, egli ritiene opportuno muoversi come voluto dal gruppo di lavoro: ottenere una comunicazione diretta e tempestiva con il pubblico, affinchè siano chiari tutti gli aspetti dell’importazione dei rifiuti di Gospić, dell’utilizzo che la fabbrica ne intende fare e degli impatti sull’ambiente. “Fatti e argomenti esposti subito e in maniera non equivoca – ha detto – riducono lo spazio per le speculazioni, le supposizioni e anche i timori altrimenti giustificati. Io sono legalista. Mi adoperso sempre per lo stato di diritto, credo che dobbiamo avere fiducia in quelle istituzioni, siano esse autonome o pubbliche, che sono in grado di produrre analisi esperte. E sono anche sicuro che il nostro Istituto formativo regionale per la salute pubblica vanti persone altamente specializzate capaci di intrepretare tutti i parametri, rilevati all’interno e fuori dall’impianto di produzione di Valmazzinghi”.
Il caso di Pisino
Che cosa ha da dire Boris Miletić sulla questione dei rifiuti inquinanti “spuntati”, invece, in quel di Pisino, per i quali è la stessa sindaca, Suzana Jašić, a richiedere che sia lo Stato a corpire tutte le spese di bonifica, mentre Zagabria offre disponibilità nella misura dell’85 per cento? “Qui va fatta una netta separazione tra il caso Pisino e il caso Gospić-Našice. Sono due argomenti del tutto differenti. Quanto a Valmazzinghi, parliamo di un processo di produzione esistente da cent’anni e di una fabbrica in possesso di permessi ambientali con regole che è in dovere di rispettare. A Pisino, invece, c’è stata un’attività illegale di immagazinamento ad opera di una società commerciale, per cui gli organi giudiziari devono intervenire e castigare i responsabili. Tant’é vero che è in questa direzione che si muove la modifica con norme più severe per la legge che regola la tutela ambientale. A mio avviso è un bene che il Fondo nazionale per la tutela ambientale e l’efficienza energetica abbia inserito il territorio dell’ex fabbrica di materiale plastico a Pisino nel programma delle località da bonificare. Si tratta di una grande quantità di immondizie di non facile smaltimento per una spesa più che considerevole. In base alle stime ci vorranno oltre 8 milioni di euro, mentre è la stessa legge a definire che sia lo Stato a risolvere situazioni del genere per poi provvedere al risercimento danni con richiesta devoluta ai diretti responsabili. Comprendo dunque le istanze della sindaca di Pisino anche se,d’altra parte, va detto che la quota dell’85 p.c. di partecipazione statale al sanamento non è certo poca cosa. Anzi è un contributo considerevole. Pisino non è l’unica località finita nella rete della problematica rifiuti, vi sono anche altre località dove dover correre ai ripari in egual misura e con stessi criteri».
Le attività istituzionali
Nel tracciare il bilancio delle attività istituzionali promosse nel corso del mese di settembre, Boris Miletić ha ieri delineato una serie di interventi che spaziano dal sostegno all’istruzione al potenziamento della sanità pubblica, fino agli investimenti infrastrutturali sul territorio. Al centro dell’agenda politica regionale si conferma la scuola: vedi l’introduzione del trasporto bus gratuito per tutti gli studenti delle scuole superiori con uno stanziamento 1,6 milioni di euro per coprire il restante 25% della tariffa di viaggio, che si va ad aggiungere al 75% già garantito dal bilancio statale. Parallelamente, è stato rinnovato il cofinanziamento del servizio di doposcuola (per le classi dalla prima alla quarta elementare) in 20 istituti dislocati su 21 Comuni. Sul fronte dell’edilizia scolastica, sono stati investiti 2 milioni di euro a titolo di ristrutturazione della scuola di Carnizza, mentre sul piano del merito sono stati premiati 69 studenti istriani saliti sul podio dei concorsi nazionali. Quanto al settore della sanità e dei servizi per la terza età, la Regione ha ottenuto 2,22 milioni di euro (di cui oltre 2 a fondo perduto), per l’acquisto di nuove attrezzature mediche e veicoli sanitari da distribuire tra i centri di Pisino, Parenzo, Rovigno, Umago, Pola e Lupogliano. Per fare fronte alla carenza di personale nelle Case di riposo, è stato inoltre varato un nuovo bando che punta sull’attrattività: per i professionisti del settore sono previsti incentivi fino a 5.000 euro di bonus e la garanzia dell’alloggio incluso.
Infine, settembre ha segnato un punto di svolta per le infrastrutture e l’economia locale. Oltre 181mila euro sono stati stanziati per incentivare il turismo nelle aree interne e meno sviluppate della penisola. A Pinguente, grazie a donazioni statali, prenderà il via il progetto per la futura zona sportiva, mentre a Pola sono ufficialmente partiti i lavori di costruzione per la nuova sede dell’Autorità portuale, con 1,2 milioni di euro.
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