Un bicchiere d’acqua del rubinetto davanti alle telecamere, per rassicurare i cittadini sulla qualità dell’acqua potabile. È il gesto scelto oggi, mercoledì 2 settembre, dal premier croato Andrej Plenković durante la visita a Gospić, dove il governo sta affrontando il caso dei quasi 37mila tonnellate di rifiuti illegalmente depositati nell’area della città.
Davanti al primo ministro e ai ministri presenti al vertice sulla bonifica erano stati sistemati bicchieri di vetro pieni d’acqua. Alla domanda se si trattasse effettivamente dell’acqua proveniente dalla rete idrica locale, il portavoce del governo ha risposto: “Sì”.
Plenković ha quindi bevuto l’acqua del rubinetto, trasformando un gesto quotidiano in una precisa dimostrazione politica. Il messaggio è rivolto soprattutto ai residenti, molti dei quali nelle ultime settimane hanno espresso forti dubbi sulla sicurezza dell’acqua dopo la scoperta di rifiuti ecotossici e della contaminazione del terreno nell’area di via Bilajska.
Le autorità sanitarie hanno più volte assicurato che l’acqua della rete pubblica di Gospić è conforme ai requisiti e può essere consumata. Ma tra la popolazione la fiducia resta bassa. Molti cittadini continuano infatti a preferire l’acqua in bottiglia, temendo possibili conseguenze legate alla contaminazione del territorio e alla presenza di sostanze pericolose.
Il governo cerca dunque di riportare il dibattito sui dati ufficiali e sulle verifiche effettuate. Il bicchiere d’acqua bevuto da Plenković diventa così il simbolo di una sfida più ampia: convincere i cittadini che, nonostante l’emergenza ambientale, l’acqua che arriva nelle loro case è sicura.
Una rassicurazione che, tuttavia, dovrà confrontarsi con una protesta già annunciata. Sabato 5 settembre l’iniziativa civica “Gospić je naš dom” porterà, infatti, la questione dei rifiuti a Zagabria, dopo aver deciso di non partecipare all’incontro di oggi con il premier.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.







































