Riaperture in Croazia: la task force detta le regole

Tavolini di un bar in Corso, a Fiume, in attesa di poter riaccogliere i clienti. Foto Željko Jerneić

Scatta a partire da lunedì l’allentamento delle misure restrittive in Croazia. La Task force della Protezione civile nazionale fa però presente che l’alleggerimento della stretta non sta ancora a significare scampato pericolo. Palestre, casinò, ricevitorie e scuole di lingue straniere potranno sì riaprire, però badando a rispettare scrupolosamente il distanziamento sociale e le altre misure antiepidemiche. I bar potranno vendere bevande e dolci per asporto, però anche in questo caso si dovrà fare attenzione al distanziamento: i clienti non potranno trattenersi dinanzi ai locali o sulle terrazze una volta prese in consegna le bevande o le pietanze. Le disposizioni pertanto restano rigide, per cui molto probabilmente molti titolari di esercizi di ristorazione continueranno a tenere abbassate le saracinesche, in quanto il giro d’affari derivante dalle vendite per asporto potrebbe non essere sufficiente per coprire i costi. Inoltre lungo la costa sono molti gli esercizi che aprono solidamente i battenti soltanto in concomitanza con l’inizio della stagione turistica, per cui nell’insieme la situazione nelle località di villeggiatura adriatiche non dovrebbe registrare prossimamente drastiche modifiche. L’approccio regionale non è ancora stato fatto appieno dalle autorità centrali, per cui a livello locale si può soltanto procedere per il momento con maggiore cautela che a livello nazionale. L’Istria intende muoversi in questa direzione prendendo tempo per quanto concerne la riapertura di casinò e ricevitorie. Anche se nella penisola dove si registrano appena cinque nuovi casi positivi, la situazione epidemiologica appare buona, preoccupa l’andamento del quadro sanitario nelle aree contermini, ovvero in Slovenia e Italia, data la presenza della variante britannica del coronavirus. L’Istria, come ha sottolineato il capo della Task force regionale, Dino Kozlevac, intende aspettare la primavera in “zona verde”, per cui per il momento si procederà con i piedi di piombo in quanto a riaperture.

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