Revocata la misura cautelare dopo l’irruzione alle Giornate della cultura serba

Scarcerati i nove sospettati dell’assalto a Spalato

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Revocata la misura cautelare dopo l’irruzione alle Giornate della cultura serba
La manifestazione della Torcida per la scarcerazione delle persone fermate. Foto Zvonimir Barisin/PIXSELL

È stato revocato il fermo cautelare per i nove uomini sospettati di aver fatto irruzione il 3 novembre scorso nei locali del consiglio di quartiere Blatine-Škrape, a Spalato, interrompendo la manifestazione “Giornate della cultura serba”. Lo riporta RTL Danas, confermato anche dall’avvocata Anamarija Ljubičić Kuzmanić, legale di Jakov Ćaleta, presidente dell’HDZ del quartiere e uno dei principali indagati.

L’avvocata ha dichiarato a net.hr di aver ricevuto la decisione ufficiale sulla scarcerazione del suo assistito e degli altri cinque imputati compresi nella prima accusa formale.

Nel provvedimento, il Tribunale spiega che non sono stati soddisfatti i requisiti per mantenere la custodia cautelare: secondo i giudici, non sussiste il pericolo di reiterazione del reato né quello di interferire con i testimoni. Anche gli altri tre sospettati rimasti in custodia hanno ricevuto l’ordine di liberazione.

L’episodio aveva suscitato grande clamore: un gruppo numeroso di uomini, tra cui membri degli ultras della Torcida, aveva fatto irruzione nei locali comunali gridando slogan nazionalistici, costringendo i presenti — inclusi anziani, donne, bambini — ad abbandonare l’evento nel panico.

La polizia di Spalato confermò successivamente che i membri del gruppo folcloristico di Novi Sad, minacciati da una folla di giovani all’esterno, erano stati costretti a lasciare il luogo, venendo poi ritrovati in sicurezza in tre differenti punti della città.

Per l’incidente, nove uomini tra i 23 e i 59 anni erano stati denunciati per comportamento violento e violazione della libertà di espressione dell’identità nazionale. Il Tribunale provinciale aveva inizialmente disposto un mese di custodia cautelare, poi revocato.

Le forze dell’ordine proseguono le ricerche degli altri partecipanti: secondo le testimonianze, al raid avrebbero preso parte tra 50 e 100 persone.

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