Recupero lezioni: ferie ridotte all’osso o lezioni in piena estate

Agli istituti sono rimaste a disposizione soltanto due possibilità

La protesta degli insegnanti dello scorso 6 novembre a Zagabria. Foto Luka Stanzl/PIXSELL

E ora come saranno recuperate le lezioni che non si svolte a causa dello sciopero? È questa la domanda che si pongono gli alunni e i loro genitori dopo la decisione degli insegnanti di proclamare lo sciopero generale, che andrà avanti finché il governo non accetterà le loro richieste. Ricorderemo che l’Esecutivo, oltre al ben noto aumento del 6,12 per cento della base salariale, ha offerto la firma di un accordo su un’aggiunta agli stipendi del 2 per cento se entro il 30 giugno prossimo non dovesse venire raggiunta un’intesa sui coefficienti salariali per la complessità del lavoro. Il governo, inoltre, si è offerto pure di pagare le ore di sciopero fino al 15 novembre. Proposta rispedita al mittente.
I ragazzi dovranno tornare a scuola durante le ferie invernali o primaverili, anche se esiste la possibilità che l’anno scolastico venga prolungato. Sono queste le due varianti rimaste a disposizione degli istituti scolastici per completare il programma d’insegnamento previsto dalla legge, come spiegato dal Ministero dell’Istruzione. In parole povere, le ferie invernali o primaverili dureranno pochissimo (dipende dal numero di giorni che andranno recuperati, che attualmente non è possibile quantificare dato che lo sciopero è in pieno svolgimento) o gli alunni saranno costretti a frequentare le lezioni fino alla fine di giugno o addirittura anche oltre questa data.

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