Recovery. Tre ore di vertice con Conte: verso Cdm martedì

Il premier Giuseppe Conte

Oltre tre ore di vertice di maggioranza a palazzo Chigi ieri sera sul Recovery Plan con i ministri Alfonso Bonafede (M5s), Dario Franceschini (Pd), Teresa Bellanova (Iv) e Roberto Speranza (Leu), Roberto Gualtieri (Economia), Vincenzo Amendola (Affari europei), Peppe Provenzano (Coesione) e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro. Le delegazioni dei partiti sono state “rafforzate”: per il Pd il vice segretario Andrea Orlando e la responsabile delle donne, Cecilia D’Elia; per Leu i capigruppo Loredana De Petris e Federico Fornaro; per Iv i presidenti dei gruppi Maria Elena Boschi e Davide Faraone; per il M5s il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, il viceministro all’Economia, Laura Castelli e il sottosegretario agli Affari europei, Laura Agea. Sul tavolo la nuova bozza di Piano di ripresa e resilienza, inviata ieri ai partiti. Le delegazioni del Pd e di IV partecipano da remoto.
Conte ha cercato di appianare i contrasti con Italia Viva per far approdare il testo del Recovery Plan al Consiglio dei Ministri senza le dimissioni della loro delegazione. Per Matteo Renzi: “Conte è in stallo da 6 mesi”. Per il capo del Pd Nicola Zingaretti il rischio di una crisi “è reale, concreto”.
“Per tenere in ostaggio un documento, il documento dovrebbe essere disponibile, in mano ai ministri o agli esponenti della maggioranza. Ma il documento sul Recovery Plan non c’è – avrebbe detto la delegazione di Italia Viva nel corso della riunione di maggioranza, augurandosi che il testo venga recapitato 24 ore prima. “Finché non c’è un testo completo dove si capiscano puntualmente i contenuti – hanno concluso – non c’è alcun motivo di essere convocati in Consiglio dei Ministri”. Secondo alcune fonti il Cdm potrebbe essere già martedì prossimo.
“Ciascuna forza può riconoscere l’incidenza delle proprie proposte nella nuova bozza e apprezzare i significativi passi avanti”, avrebbe detto il premier Giuseppe Conte, spiegando che non si possono accogliere comunque tutte le richieste nella bozza del piano che, secondo diverse fonti, potrebbe arrivare al Cdm già martedì. Alcuni esponenti di Italia Viva invece ribattono: “Noi vogliamo correre! Nessun rinvio. IV chiede solo chiarezza e trasparenza. Non diamo assensi a scatola chiusa, come invece hanno già fatto altri in passato. Senza Iv avrebbero licenziato un un Recovery Plan del tutto diverso – continuano – con poco o niente sulla sanità, sui giovani e sul sud. E con una opaca fondazione sulla cybersicurezza. Un documento che oltretutto nessuno aveva letto”.

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