È stato portato questa mattina, giovedì 6 novembre, davanti al Tribunale di Spalato uno degli uomini sospettati di aver preso parte all’aggressione contro i membri del gruppo folkloristico serbo durante un evento culturale nel quartiere di Blatine, che si doveva svolgere lunedì scorso, 3 novembre. La Procura ha chiesto per lui la misura cautelare della custodia in carcere.
Dalla giornata di ieri è noto che tre persone sono state arrestate e altre tre sono state condotte in Questura per accertamenti. La polizia sta ora lavorando per identificare gli altri partecipanti all’assalto, compito reso più difficile dal fatto che molti erano incappucciati o mascherati, scrive index.hr.
Fonti vicine alle indagini confermano che ai sospettati viene contestato il reato di violenza aggravata dall’odio, previsto dall’articolo 323.a del Codice penale. La norma punisce chi, con violenza o comportamento particolarmente offensivo in luogo pubblico, umilia un’altra persona. La pena, normalmente fino a tre anni di reclusione, sale fino a cinque anni quando il fatto è commesso “per odio” verso la vittima.
In questo caso, la Procura ritiene che l’aggressione fosse motivata dall’appartenenza nazionale e culturale delle persone colpite, cioè membri della comunità serba presenti per una manifestazione artistica.
Il Codice penale, all’articolo 87, definisce come crimine d’odio ogni reato compiuto sulla base di razza, religione, nazionalità, lingua, orientamento sessuale o altre caratteristiche personali della vittima. Tale circostanza, quando non già prevista come aggravante specifica, deve essere considerata come tale nel calcolo della pena.
Nel caso di Spalato, l’ipotesi accusatoria considera direttamente l’aggravante dell’odio, rendendo dunque già più severo il quadro sanzionatorio.
Indagini ancora in corso
La polizia continua a raccogliere testimonianze e immagini disponibili dai residenti e dalle telecamere della zona. I sospettati identificati finora potrebbero non essere i soli ad aver partecipato all’azione violenta, che ha interrotto una manifestazione culturale regolarmente autorizzata e ha suscitato una condanna diffusa nel mondo istituzionale e civile.
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