Raffineria di Fiume più competitiva e autosostenibile

A Urinj (Kostrena), nella Raffineria (di Fiume) ad insegna INA, è in fase di realizzazione il più grande investimento in un impianto industriale avviato in Croazia negli ultimi tre decenni. Il valore dell’operazione d’aggiornamento della Raffineria di Fiume (Rijeka Refinery Upgrade) – varata nell’ambito del progetto INA R&M Nuova direzione (Novi smjer) 2023 – si aggira tra i quattro e i cinque miliardi di kune. Grosso modo l’equivalente di due Ponti di Sabbioncello (Pelješac). L’intervento, intrapreso l’anno scorso dovrebbe essere ultimato entro la fine del 2023. Il cantiere – che si estende su oltre la metà dell’area occupata dalla raffineria quarnerina – è stato vistato ieri dal ministro dell’Economia e dello Sviluppo sostenibile, Tomislav Ćorić. A porgergli il benvenuto a Urinj sono stati il presidente dell’INA, il manager ungherese Sándor Fasimon, e Barbara Dorić, membro della direzione della compagnia petrolifera croata. Fasimon ha rilevato che gli investimenti pianificati a Urinj consentiranno di trasformare la Raffineria di Fiume in un impianto “moderno e competitivo”. “Non ci sarà più bisogno d’importare il gasolio – ha proseguito il numero uno dell’INA –. Potremo lavorare un più ampio ventaglio di materie prime. Ciò farà sì che la Raffineria sia molto più efficiente. Qui vogliamo porre le basi per un futuro autosostenibile”. “Quest’investimento rafforzerà ulteriormente la posizione dell’INA nel mercato regionale dei derivati del greggio”, ha dichiarato il ministro Ćorić, osservando che già ora la produzione della Raffineria di Fiume è in grado di soddisfare un fabbisogno maggiore rispetto a quello del mercato croato. “Con l’aumento della capacità di produzione da 4 a 4,5 milioni di tonnellate (di derivati della raffinazione del greggio all’anno) e con l’introduzione del gasolio nei processi produttivi, l’INA, in realtà, non solo coprirà meglio il mercato nazionale, bensì incrementerà il suo potenziale d’esportazione”, ha affermato Ćorić. Il ministro si è soffermato pure sull’andamento dei negoziati in corso tra Zagabria e Budapest sul possibile riscatto delle quote dell’INA in mano agli investitori ungheresi, ovvero alla MOL. Ha rilevato che l’intento della Croazia non è quello d’innescare un nuovo conflitto, bensì di favorire la collaborazione. “L’investimento nella Raffineria di Fiume è la prova che la collaborazione non è una chimera. Per quanto concerne i negoziati, in questo momento ci troviamo in una fase di comunicazioni molto intense. Entro la metà di quest’anno saremo nella posizione di poter prendere una decisione definitiva sulla sorte di questo processo”, ha annunciato Ćorić. Per quanto concerne, invece, il destino della Raffineria di Sisak, il ministro ha constatato che l’impianto ha subito una trasformazione e che le decisioni operative prese in seno all’INA sono una prerogativa del suo management. Ćorić ha sottolineato infine che gli investimenti pianificati dall’INA, come pure l’inaugurazione del rigassificatore di Castelmuschio (Omišalj), hanno permesso alla Croazia di assumere una nuova dimensione nello scacchiere energetico internazionale.
A Urinj in questi giorni circa 150 operai (in talune fasi il loro numero crescerà anche a 1.500-2.000) stanno lavorando alla realizzazione dei basamenti in cemento armato del futuro impianto, alla cui progettazione collaborano una quarantina di tecnici. Le celle del forno della cokeria raggiungeranno un’altezza di 29 metri, mentre il punto più alto dell’impianto dovrebbe elevarsi fino a 100 metri. A sua volta il nastro trasportatore che sarà utilizzato per il trasferimento del coke dai bunker di raccolta fino alle navi sulle quali sarà caricato avrà una lunghezza di 800 metri. L’appalto, si ricorda è stato assegnato dalla compagnia petrolifera zagabrese all’italiana KT – Kinetics Technology. A proposito del progetto, sul sito della società controllata dal Gruppo Maire Tecnimont (sede legale a Roma e sede operativa a Milano) si legge che il medesimo riguarda la costruzione di una nuova unità di delayed coking inclusivo di movimentazione del coke fino al caricamento su navi, sour water stripper, unità di recupero delle ammine e adeguamento dell’esistente hydrocracker, delle unità di recupero zolfo e delle utilities&offsites. Un progetto che unisce complessità e sfide ingegneristiche, che vanno dallo sbottigliamento di unità esistenti alla realizzazione di nuove unità, includendo le più recenti soluzioni per la movimentazione e lo stoccaggio del coke inclusa la costruzione di un pontile di caricamento navi.

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