Radio e Tv, azione Ue contro l’Italia: «Interferenze su Croazia e Slovenia»

Possibile il passaggio alla seconda fase della procedura d’infrazione

0
Radio e Tv, azione Ue contro l’Italia: «Interferenze su Croazia e Slovenia»
Foto: Hrvoje Jelavic/PIXSELL

La Commissione europea ha avviato oggi, venerdì 21 novembre, una procedura d’infrazione contro l’Italia per le interferenze che i trasmettitori radiofonici e televisivi italiani continuano a provocare nei Paesi confinanti: Croazia e  Slovenia, ma anche Francia e Malta.

Nel pacchetto mensile sulle violazioni del diritto dell’Unione, Bruxelles ha inviato a Roma una lettera di costituzione in mora, contestando il mancato rispetto delle norme europee in materia di comunicazioni elettroniche.

“L’Italia non ha adottato misure amministrative sufficienti per eliminare le interferenze dannose causate dai suoi trasmettitori FM nei territori vicini. Le interferenze si estendono in Francia, Croazia, Malta e Slovenia e impediscono agli operatori di quei Paesi di utilizzare lo spettro FM per i propri canali radio nazionali”, spiega la Commissione.

L’invio della lettera di messa in mora rappresenta il primo passo formale nella procedura d’infrazione. L’Italia dispone ora di due mesi per rispondere. Se la replica non sarà ritenuta soddisfacente, la Commissione potrà passare alla seconda fase, ovvero l’adozione di un parere motivato, ultimo passaggio prima dell’eventuale ricorso alla Corte di giustizia dell’Ue.

L’agenzia regolatoria croata HAKOM, responsabile del monitoraggio delle frequenze radio e televisive, negli ultimi quindici anni ha “inviato migliaia di segnalazioni” alle autorità italiane chiedendo di “porre fine alle interferenze”. Secondo l’ente croato, “tali richieste sono rimaste senza risposta”.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display