Radin: «SMSI di Buie. Niente rinvii»

Il deputato della Comunità Nazionale Italiana, Furio Radin, esorta il governo ad attenersi agli impegni assunti e a non rimandare con la manovra finanziaria all’anno prossimo lo stanziamento dei fondi necessari per l’ammodernamento della «Leonardo da Vinci»

Il vicepresidente del Sabor e deputato della CNI, Furio Radin

Chi pensava che per Furio Radin questo sarebbe stato un mandato sabbatico dovrà ricredersi. Il decano dei parlamentari eletti al Sabor continua a partecipare ai dibattiti in aula con l’energia che lo ha sempre contraddistinto nell’intento di promuovere gli interessi della Comunità Nazionale Italiana. Il vicepresidente del Sabor e deputato della CNI al Parlamento di Zagabria non è soddisfatto della dinamica dell’erogazione dei mezzi destinati dalla Croazia all’ammodernamento della Scuola media superiore italiana “Leonardo Da Vinci” di Buie. Radin ha espresso le sue perplessità parlando a nome del Gruppo parlamentare dei deputati delle minoranze nazionali nel corso del dibattito sulla proposta di modifica e integrazione del Bilancio nazionale per il 2020 e sulle proiezioni del Bilancio nazionale per il 2021 e il 2022.
Rispettare la parola data
Nel suo intervento Radin ha puntualizzato che la situazione nel documento in discussione rispecchia l’accordo raggiunto tra lo Stato croato, la Regione istriana e l’Unione Italiana, ma si è comunque detto deluso dal fatto che lo stanziamento dei fondi destinati a tale scopo in seguito alla seconda manovra di assestamento di Bilancio sia stato rimandato all’anno prossimo. “Nonostante tutto – ha sottolineato Radin – sono convinto che la parola che ci siamo dati sarà rispettata”.
In un’ottica più generale, Radin ha salutato il fatto che nonostante le sfide del momento il governo abbia deciso di mantenere invariati i finanziamenti destinati al Consiglio per le minoranze nazionali (organismo presieduto da Aleksandar Tolnauer) e di aumentare le risorse dell’Ufficio statale per i diritti umani e i diritti delle minoranze nazionali (diretto da Alen Tahiri).
Carte d’identità bilingui
Il vicepresidente del Sabor e deputato della CNI, Furio Radin, è stato attivo anche nel corso delle interpellanze rivolte dai deputati agli esponenti del governo all’apertura dei lavori della quarta seduta della decima legislatura. Radin ha chiesto al vicepremier e ministro degli Affari interni, il polese Davor Božinović, di fornirgli delucidazioni sulle modalità di emissione delle carte d’identità che alle diciture standard, ossia in lingua croata e inglese, affiancano anche quelle nelle lingue delle minoranze nazionali alle quali la normativa croata riconosce tale diritto (la CNI è tra queste, nda).
Furio Radin – obiettando che il Regolamento che disciplina l’iter burocratico di rilascio della carta d’identità non prevede l’esistenza di moduli bilingui – ha osservato che di norma chi è già in possesso della cosiddetta carta d’identità “bilingue” non ha alcun problema a farsi rinnovare il documento nella medesima forma. Tuttavia, ha osservato che quando si richiede per la prima volta la carta d’identità “bilingue”, indipendentemente se il richiedente è un minorenne o un maggiorenne, al medesimo può capitare talvolta di sentirsi chiedere allo sportello di corredare alla sua richiesta una documentazione aggiuntiva.
Moduli pure nelle lingue minoritarie
Il ministro Božinović ha risposto di non essere al corrente dell’esistenza di problemi attinenti al rilascio delle carte d’identità “bilingui” e ha notato che in media ne vengono emesse circa 3.000 all’anno. Ha spiegato che l’emissione di questo tipo di documenti è un obbligo che la Croazia si è assunta ratificando la “Carta europea sull’uso delle lingue regionali e minoritarie”.
Il vicepremier Davor Bozinović ha dichiarato in questo contesto che in base alle regole vigenti gli appartenenti alle minoranze nazionali hanno il diritto di presentare la domanda d’emissione delle carte d’identità bilingui anche nella loro lingua, ossia di usufruire di moduli stampati pure nella lingua della loro minoranza nazionale.
Un diritto assicurato
“Stiamo parlando di un diritto sancito indipendentemente dal fatto se un appartenente a una minoranza nazionale vive in un’unità d’autogoverno nella quale più o meno di un terzo della popolazione appartiene alla sua minoranza nazionale. Stiamo parlando, dunque, di un diritto generale in vigore in tutto il territorio della Repubblica di Croazia”, ha spiegato il vicepremier e ministro dell’Interno, chiarendo che i moduli “bilingui” possono essere presentati in tutte le 117 Direzioni o commissariati di Polizia omologati in Croazia al rilascio dei documenti d’identificazione personale.

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