Radin: «Minoranze, servono risorse ben più consistenti»

Il deputato CNI e vicepresidente del Sabor ha difeso a spada tratta le risorse destinate alla CNI, all’Edit e alla SMSI di Buie. Elogio al governo per non aver penalizzato le comunità nazionali in un frangente difficile

Furio Radin, deputato CNI e vicepresidente del Parlamento di Zagabria. Foto Patrik Macek/PIXSELL

Le risorse destinate dallo Stato croato all’Ente giornalistico-editoriale EDIT di Fiume e alla ricostruzione della Scuola media superiore italiana “Leonardo Da Vinci” di Buie sono salve. Lo ha rilevato con soddisfazione il vicepresidente del Sabor e deputato della CNI al Parlamento croato, Furio Radin, ieri, durante il suo intervento in Aula, nel corso del dibattito sulla manovra di assestamento di Bilancio.
Annus horribilis
Il 2020 sarà ricordato come l’“annus horribilis” ha notato il parlamentare della CNI, citando l’espressione che la regina Elisabetta II usò per riferirsi alle sventure che si abbatterono sulla sua casata nel 1992 (l’anno fu segnato tra l’altro dal divorzio della principessa Anna, dalla separazione del principe Carlo da Diana Spencer, nonché dalla separazione del principe Andrea da Sarah Ferguson…). “L’impatto della pandemia da Covid-19 sul sistema sanitario, sociale ed economico è fortemente negativo in tutto il mondo e la conseguenze le sentiremo pure in Croazia. Tanto più che Zagabria e il suo hinterland sono stati colpiti da un devastante sciame sismico. Il terremoto del 22 marzo scorso è stato il più forte degli ultimi 140 anni, ha provocato grandi danni alle infrastrutture e notevoli difficoltà al funzionamento dei servizi pubblici”, ha notato Radin. “Tutto ciò – ha proseguito – ha influito negativamente sull’andamento del PIL nazionale, ridottosi del 9,4 p.c o del 9,1 p.c., se preferite richiamarvi alle valutazioni dell’Unione europea. A livello comunitario soltanto la Spagna, l’Italia e la Grecia hanno subito conseguenze peggiori. Pertanto, tutti i capitoli di spesa del Bilancio nazionale, ad eccezione della spesa pubblica, subiranno una riduzione”. Radin ha segnalato, inoltre, che nel corso di quest’anno il debito pubblico crescerà del 13,5 p.c., arrivando all’86,7 p.c. del PIL e che le ripercussioni negative emergeranno pure sul piano occupazionale, retributivo nonché in materia di deficit pubblico.
Il ruolo fondamentale della Voce
“Considerato tutto ciò, siamo grati che in seno al Ministero della Cultura e al Consiglio delle minoranze nazionali del governo croato i finanziamenti destinati alla Casa editrice della CNI non sono stati decurtati. Il semplice fatto che in Croazia la minoranza italiana sia l’unica comunità nazionale capace di pubblicare un quotidiano, costituisce la prova palese che le risorse destinate all’Edit sono insufficienti. Tuttavia, considerate le circostanze, al momento, possiamo ritenerci soddisfatti, come possiamo essere soddisfatti anche del mantenimento delle risorse necessarie alla ricostruzione della SMSI di Buie”, ha dichiarato Radin. A proposito dei 7.895.000 di kune destinati alla Leonardo Da Vinci, il parlamentare della CNI ha puntualizzato che a prescindere da quanto indicato nei materiali forniti ai deputati, non si tratta di un aumento delle risorse, bensì di una conferma di mezzi già assegnati.
Associazioni e programmi
Il vicepresidente del Sabor ha detto di apprezzare gli sforzi profusi dal governo al fine di salvaguardare le risorse destinate al finanziamento delle comunità nazionali, nonostante il Paese stia affrontando un periodo oggettivamente difficile. “Il budget del Consiglio per le minoranze nazionali subirà una decurtazione di appena lo 0,3 p.c. I tagli non andranno a incidere sugli importi destinati al finanziamento delle associazioni delle comunità nazionali, bensì dovranno essere compiuti sul piano amministrativo. Nel caso dell’Ufficio governativo per i diritti umani e i diritti delle minoranze nazionali le risorse saranno ridotte del 4,3 p.c., ma anche in questo caso non si andrà a penalizzare i programmi delle minoranze nazionali, nel cui caso la riduzione delle risorse sarà limitata allo 0,1 p.c.”, ha rilevato Radin, che però non ha mancato di lanciare un avvertimento.
Piani operativi
“Dal mio punto di vista, mi sembra che qualcuno si sia accorto che negli ultimi tre anni e mezzo i piani operativi per le minoranze nazionali sono stati realizzati in modo insoddisfacente. Di conseguenza, ora, che siamo in zona Cesarini, è necessario completare determinati progetti tesi alla tutela dell’identità delle comunità nazionali”, ha affermato Radin. “In realtà, per poter tutelare in modo efficace la loro identità, le minoranze nazionali avrebbero bisogno di risorse ben più consistenti. Chi reputa il contrario e pensa che alle comunità nazionali si destinino risorse eccessive, è libero di bussare alle nostre porte e noi saremo lieti di spiegargli, argomentazioni alla mano, che sbaglia”, ha concluso Furio Radin.

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