Raccolta rifiuti, frode fondi Ue a Lussinpiccolo

0
Raccolta rifiuti, frode fondi Ue a Lussinpiccolo
La splendida Lussinpiccolo. Foto Roni Brmalj

L’Ufficio del Procuratore europeo (EPPO) con sede a Zagabria ha avviato un’indagine per presunte irregolarità in una gara d’appalto da 1,2 milioni di euro, relativa alla costruzione di un impianto per la selezione dei rifiuti a Lussinpiccolo (Mali Lošinj). Il progetto è cofinanziato con fondi europei.

Secondo quanto comunicato dall’EPPO, sotto inchiesta ci sono almeno tre persone: un funzionario della Città di Lussinpiccolo, il direttore di una società pubblica partecipata dalla stessa Città, e una terza persona sospettata di aver fatto da intermediario. Tutti sono accusati, a vario titolo, di abuso d’ufficio e violazione delle norme sugli appalti pubblici. Al momento affronteranno il procedimento difendendosi a piede libero.

L’indagine riguarda il progetto per la realizzazione e attrezzatura dell’impianto “Kalvarija” per la selezione dei rifiuti, finanziato in gran parte dall’Unione europea tramite il Fondo di coesione e il programma operativo “Competitività e coesione” 2014–2020. L’85% dei costi ammissibili del progetto è coperto da fondi UE.

Gli inquirenti sospettano che la documentazione tecnica e il bando di gara siano stati volutamente strutturati in modo da favorire una specifica impresa. Secondo l’ipotesi accusatoria, il materiale progettuale sarebbe stato adattato alle caratteristiche delle apparecchiature e delle certificazioni di un’azienda ben precisa, escludendo così altri potenziali concorrenti. La stessa azienda avrebbe addirittura avuto accesso anticipato a informazioni tecniche e avrebbe influenzato le risposte fornite ad altri partecipanti alla gara.

A quanto risulta, la società in questione è “Tehnix”, fondata dall’imprenditore Đuro Horvat, già oggetto di precedenti inchieste dell’EPPO, come quella inerente all’impianto per la selezione dei rifiuti da differenziata a Fiume. Horvat è deceduto, ma, secondo fonti non ufficiali, se fosse stato ancora in vita, sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati come promotore dell’intera operazione.

Il risultato, per l’EPPO, è stato un’applicazione distorta delle regole di concorrenza: l’azienda favorita ha potuto presentare l’unica offerta ritenuta valida, per un importo totale di 2.270.093 euro IVA inclusa. L’appalto è quindi stato aggiudicato direttamente a quella società, senza alcuna reale competizione di mercato.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display