In marcia «Uniti contro il fascismo». Domenica 30 novembre, esattamente a mezzogiorno, in quattro città croate – Zagabria, Fiume, Pola e Zara – si svolgerà la manifestazione, che riunisce decine di organizzazioni, collettivi e singoli cittadini da tutto il Paese, per protestare “contro l’odio, la violenza, le minacce e le menzogne”.
A Zagabria, il corteo inizierà con un raduno in Stazione centrale, per poi proseguire verso piazza bano Jelačić.
A Zara si terrà la cosiddetta marcia dalmata, definita dagli organizzatori come il “più grande raduno antifascista in Dalmazia degli ultimi decenni”.
Il corteo istriano sfilerà invece a Pola , con partenza davanti al Centro sociale Rojc e arrivo in Mercato, passando per Monte Zaro.
A Fiume la marcia inizierà in piazza Adria per concludersi davanti al Monumento ai difensori croati in Delta.
Nel comunicato diffuso dagli organizzatori, l’iniziativa denuncia un clima sociale sempre più teso: “Dopo l’estate dei divieti, le tensioni, la violenza e la paura non si sono ridotte: sono diventate la nuova realtà. Con questo corteo vogliamo mostrare che esiste un’opposizione forte contro l’odio e la menzogna. Non abbiamo paura di chi istiga violenza”.
Secondo la rete “Uniti contro il fascismo”, il governo avrebbe con le proprie decisioni “permesso che l’estate dei divieti si trasformasse in un autunno di violenza”. Da qui l’appello a tutta la cittadinanza a unirsi alla protesta per rivendicare “una società in cui tutti valgono allo stesso modo, senza paura e senza oppressioni”.
Parallelamente, gli organizzatori hanno avviato anche una raccolta fondi tramite social network per sostenere la mobilitazione.
La piattaforma antifascista insiste sul fatto che la marcia del 30 novembre non rappresenti un evento isolato, ma un primo passo in un percorso di lunga durata: “La resistenza alla violenza, al revisionismo storico e all’intimidazione non si esaurisce in un unico corteo: è un processo quotidiano. Si costruisce nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle strade, nei media e nelle relazioni tra le persone”.
Il corteo di domenica, aggiungono, è “un momento di visibilità condivisa” in cui affermare pubblicamente che “la società croata non accetterà un clima di odio, paura e violenza”.
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